Alla cortese attenzione del
Presidente della SIAE
e per conoscenza: SIAE - SEZIONE MUSICA
Oggetto: Lo stallo dei diritti d’autore della musica dal vivo
Lettera aperta alla SIAE dai Musicisti in Italia
Egregio Presidente,
In qualità di artisti e professionisti iscritti alla SIAE da decenni, vorremo aprire un confronto serio e produttivo in merito alla tutela dei nostri diritti d’autore.
Nonostante il nostro contributo come autori e come interpreti sia diventato di anno in anno sempre più rilevante in ambito nazionale ed internazionale, le risultanze economiche dei diritti liquidati dalla SIAE sono sempre meno consistenti.
Per molti noi, il livello medio delle liquidazioni dei diritti d’autore SIAE si mantiene praticamente costante da decenni.
Un confronto con i nostri colleghi francesi evidenzia che a parità di esecuzioni i nostri diritti corrispondono più o meno a 1/4 o 1/5 di quelli liquidati a loro favore dalla SACEM.
Come lei sa Artisti, Autori, Musicisti di jazz e di musiche altre hanno un curriculum di assoluto rispetto.
Suoniamo e lavoriamo con successo in tutto il mondo. Componiamo e registriamo dischi. Ogni anno facciamo centinaia di concerti in festival, teatri e club eseguendo le nostre composizioni. Scriviamo musica per teatro, cinema, danza, arte contemporanea e arti performative di ogni genere. La nostra musica passa in radio, in televisione e in streaming nel web.
Perché a tutto questo non corrisponda un conseguente incremento delle ripartizioni dei diritti d’autore è un mistero che ci sorprende e preoccupa.Dove finiscono i nostri soldi?
Sarebbero quanto mai necessari rendiconti più analitici, con la dettagliata indicazione
di tutte le utilizzazioni delle opere in radio, televisione e sul web, del numero delle medesime, con data, minutaggio e tutti i parametri utili alla identificazione di ogni
singolo passaggio.
Consentirebbero a noi autori di rilevare e segnalare agli uffici competenti eventuali anomalie o omissioni e alla Siae stessa di snellire molte procedure relative alle attuali molte richieste di chiarimenti e verifiche da parte degli aventi diritto.
Riteniamo, tralaltro, che sia arrivato il momento di riconoscere anche in Italia il “Diritto di improvvisazione” - un diritto che all’estero è affermato da tempo e che in Francia è regolamentato dalla SACEM da più di 10 anni.
Come vede sig. Presidente sono questioni decisive per autori che fanno della musica di qualità la loro ragione di vita e contribuiscono attivamente alla identità culturale italiana nonché al prestigio della stessa Siae.
Ci rivolgiamo a Lei non solo perché è il Presidente della nostra Associazione, ma anche perché la conosciamo come persona sensibile alla tutela dei prodotti dell’ingegno in ogni forma e quindi auspichiamo un deciso cambio di rotta che porti finalmente al riconoscimento anche sostanziale della nostra creatività e del nostro contributo alla musica italiana.
Cordialmente