Lo Stato sblocchi i rimborsi dando priorità alle avvocate femministe
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In base all'anormativa vigente, la donna per divorziare può ottenere il gratuito patrocinio di un'avvocata femminista purché accusi il marito di averla picchiata. Purtroppo tanti bambini sono stati privati dei loro papà ed alienati inutilmente, in quanto la Pubblica Amministrazione ha bloccato il pagamento delle parcelle delle avvocate femministe per rispettare i vincoli di bilancio, andando così a colpire un settore già duramente provato dal rallentamento dei divorzi conseguente alla crisi economica.
In un momento in cui il Consiglio dei Ministri e le Forze Politiche valutano di sbloccare il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, chiediamo che venga data l'aprorità alle avvocate femministe come raccomandato dal comitato CEDAW dell'ONU «femmicidio e femminicidio sono crimini di Stato tollerati dalle pubbliche istituzioni ....persiste la percezione che le risposte dello stato non siano appropriate e sufficienti, intervenire sulle cause strutturali della disuguaglianza di genere e della discriminazione»
Avv. Femm. Vajassa Faldocci
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