No a governissimi, tecnici o del Presidente.
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Caro Segretario Bersani,
siamo iscritti, militanti, elettori e simpatizzanti del PD delusi dall’esito elettorale ma decisi a far valere le proprie ragioni all’interno del dibattito che si sta sviluppando nel nostro partito.
Le ragioni della “non vittoria” in primis le attribuiamo al vigente sistema elettorale per l’elezione del Senato della Repubblica dopodiché, però, vogliamo far rilevare che le istanze di cambiamento della politica riguardo al suo finanziamento, ai suoi costi, al rinnovamento dei suoi protagonisti, al necessario maggior coinvolgimento dei militanti riguardo alla linea politica da perseguire, erano e sono istanze comuni al nostro elettorato così come all’elettorato che ha premiato altri movimenti politici alle ultime elezioni.
Se proprio vogliamo trovare una “colpa” nel recente esito elettorale è nel non aver prestato il necessario ascolto alle richieste di rinnovamento nelle forme della partecipazione e nell’aver praticato timidamente provvedimenti di rottura con un vecchio modo di far politica di cui il nostro elettorato sentiva l’esigenza, insomma il successo delle nostre primarie avrebbe consentito un maggior coraggio nelle nostre scelte.
Oggi, in una situazione politica bloccata che, apparentemente, non consente la formazione di nessun Governo dotato di solida maggioranza, siamo a richiedere che la via da percorrere sia la presentazione alle camere di un nostro Governo che abbia un programma con pochi punti qualificanti: riforma elettorale; taglio drastico dei costi della politica (riduzione dei compensi dei parlamentari, abolizione dei rimborsi elettorali, taglio delle spese di funzionamento delle istituzioni parlamentari); legge sul conflitto d’interessi; contributo di solidarietà del 75% sulle pensioni di stato superiori ad una soglia minima da stabilire (ad. es. 100.000 euro lordi annui); riduzione dei compensi ai manager pubblici; equiparazione dei compensi del management finanziario al livello dei manager pubblici per gli istituti privati di credito che abbiano usufruito di aiuti pubblici.
In Parlamento si dovrebbero palesare le forze politiche disponibili a dare o negare la fiducia ad un nostro Esecutivo con un siffatto programma di rottura col passato, nell’eventualità di diniego della fiducia l’unica strada da percorrere sarebbe l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, lo scioglimento delle Camere e l’indizione di nuove elezioni.
Caro Segretario Bersani, vogliamo che giunga forte e chiara la nostra contrarietà a qualsiasi accordo di Governo che preveda una nostra collaborazione con le forze parlamentari del centrodestra.
Siamo fermamente contrari a governissimi, Governi tecnici o del Presidente!
Dalle situazioni politiche confuse si può uscire solo con la limpidezza delle posizioni, mostrando di aver compreso il messaggio che l’elettorato ha inviato e non praticando soluzioni che sanno tanto di accordi fra ceti politici.
Auspicando che la base del Partito torni ad essere protagonista nelle decisioni, ci auguriamo che questo nostro appello che mettiamo in rete venga condiviso e sottoscritto da tutti coloro che condividono il nostro pensiero.
Per aderire:
firmare su “Petizioni on line” scrivere email a carobersani@gmail.com cliccare sul “mi piace” dell’account facebook di Claudio BollaRoma, 05.03.2013 Firmato:
Salvatore Buzzi, Carlo Guarany, Emanuela Bugitti, Cristina Risa, Emilio Gammuto, Elisa Ciferri, Claudio Bolla
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