No a test ed esercitazioni militari contro l'uomo nella nazione sarda occupata illegitamente dallo stato italiano

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Spettabile popolo sardo Si rende indispensabile che capiate come procedere nella riconquista del Territorio Sardo nella sua interezza che, da troppo tempo, é costretto a soggiacere alle decisioni Romane. PREMESSO che il MLNS - Movimentu de Liberatzioni Natzionali Sardu - non è un Partito e/o un Movimento sardo di tipo ideologico, costituito secondo il Diritto Italiano, ma come si deduce dalle norme del Diritto Internazionale è l’organizzazione, l’ embrione e/o l’apparato di uno Stato da costruire (Caso Sardegna) che, nel pretendere la propria piena Indipendenza, vuol proporre all’intero POPOLO SARDO un impegno diretto di lotta pacifica per liberare il proprio territorio dalla dominazione coloniale esterna, che pur con parvenze democratiche, da tempo immemore imperversa sulla nostra Isola, utilizzando il Territorio della “Sardigna” (cercare significato sui Dizionari italiani) come discarica a cielo aperto, dove le leggi dello Stato permettono di buttare di tutto e di fare ciò che si vuole all’ambiente isolano. Il MLNS si propone con il GSP, suo apparato tecnico - giuridico - politico, come referente dell’intero Popolo Sardo sul territorio della Sardegna, dove è da sempre Maggioranza etnica conclamata e riconosciuta. I vari e diversi MLN, per lungo tempo, hanno sofferto di una loro giuridicità dubbia, ma nel corso degli anni la posizione dell'O.N.U. nei loro confronti si è leggermente modificata: pur non godendo, secondo la Carta delle Nazioni Unite, di alcun beneficio né essendo soggetti ad alcun obbligo, alcuni di essi sono stati ammessi a partecipare come osservatori (cioè senza diritto di voto) ai lavori degli organi dell'O.N.U. Detto ciò, diventa indispensabile che il MLNS e tutte le forze IDENTITARIE Sarde, pur nella loro diversità di idee politiche (dal MLNS considerata una grande ricchezza), costruiscano insieme i due binari necessari al procedere del treno Sardegna verso il raggiungimento dell’Obiettivo Statuale, attraverso l’Istituto giuridico della Autodeterminazione dei Popoli. Un recente Rapporto dell’Unesco (Doc. SHS- 89/CONF. 602/7, Parigi, 22.02.1990) definisce il popolo come: 1. un gruppo di esseri umani aventi in comune numerose o la totalità delle seguenti caratteristiche: o una tradizione storica comune; o una identità razziale o etnica; o una omogeneità culturale; o una identità linguistica; o affinità religiose o ideologiche; o legami territoriali; o una vita economica comune; 2. il gruppo, pur non numericamente considerevole (per esempio: popolazione dei micro stati), deve essere più che una semplice associazione di individui in seno ad uno stato; 3. il gruppo come tale deve desiderare di identificarsi come Popolo o avere coscienza di essere un Popolo (restando inteso che gruppi o membri dei gruppi, pur condividendo le caratteristiche sopra indicate, possono non avere questa volontà o questa coscienza). 4. il gruppo, inoltre, deve avere istituzioni o altri mezzi per esprimere le proprie caratteristiche comuni e il suo desiderio di identità”. H. Gros ESPIELL, uno dei maggiori esperti in materia, definisce popolo “qualsiasi particolare comunità umana unita dalla coscienza e volontà di costituire una unità capace d’agire in vista di un avvenire comune. Dunque, due sono gli elementi fondamentali che fanno un popolo e lo distinguono da altri tipi di comunità umane, quali le minoranze etniche, linguistiche o culturali e quelle comunità che nei documenti delle Nazioni Unite vengono denominate popolazioni autoctone: a) l’esistenza di un comune patrimonio culturale; b) l’esistenza di un comune progetto di futuro politico, la cui realizzazione comporti l’esercizio del diritto all’autodeterminazione. Affinché l’esercizio del diritto all’autodeterminazione sia legittimo, occorre che la comunità umana interessata abbia la natura di POPOLO e rispetti le seguenti condizioni: 1. FARE immediato e esplicito riferimento al diritto internazionale dei diritti umani; 2. METTERSI subito sotto l’autorità sopranazionale dell’ONU e delle istituzioni regionali a esso coordinate; 3. NON USARE violenza, ma strumenti democratici: negoziato, referendum, plebiscito, elezioni, ecc.; 4. RISPETTARE tutti i diritti umani, in particolare i diritti delle minoranze; 5. IMPEGNARSI che la eventuale nuova entità territoriale non sia armata; 6. DARSI una costituzione democratica che riconosca esplicitamente il primato naturale dei diritti umani; 7. ADERIRE subito ad un sistema di integrazione internazionale.   Quindi, si rende necessario un cammino comune condiviso, tra il MLNS e i vari partiti e movimenti identitari per creare i due binari, egualmente importanti, uno che riguarda la battaglia politica quotidiana incentrata sulle decisioni delle Amministrazione Statali e Regionali ed un’altro che si incentra nella costruzione di uno spazio proprio nelle sedi Internazionali, nelle quali il GSP (per avere un più spedito procedere) necessita e ha sicuramente bisogno dell’apporto dei tanti professionisti presenti nei vari partiti e movimenti identitari, a cui chiediamo di impegnarsi, assieme al GSP e nei diversi dipartimenti, per studiare insieme le Norme e le regole da applicare all’interno e nelle Relazioni Internazionali del futuro Stato Sardo Sovrano. La Sardegna è una Nazione occupata: basta pensare al dato principale dei 35.000 kmq. di terra, mare e cielo che lo Stato controlla ma che sono da millenni del Popolo Sardo, e poi, sottolineare il rapporto di 21:1 (ventuno a uno), ossia lo Stato occupa in Sardegna un territorio 21 volte superiore a quello occupato in quelle che sono … sì … le Regioni Italiane, mentre Noi come Isola, che non appartiene minimamente al Contesto italiano, siamo da tanto un popolo occupato da Forze straniere, che ci considerano una colonia d’oltremare dove tutto è lecito alle Forze militari, sia dello Stato Italiano che della Nato. Pallottole e armamenti di ogni tipo vengono testati sulla nostra testa, senza che nessuna voce si sia alzata a descrivere lo scempio di decenni, dei costi in termini di vite e d’ambiente che stiamo pagando solo NOI, e che nonostante l’esistenza di leggi internazionali il nostro ambiente sia sacrificato ai più perversi interessi di una cosiddetta GUERRA simulata, che ci toglie risorse e che limita di fatto le Nostre LIBERTA’ in casa nostra. Per arrivare a cambiare le cose, diventa indispensabile muoverci ma bisogna anche capire che i ruoli sono diversi: il MLNS, non riconoscendo lo Stato Italiano, non partecipa ad elezioni ma interviene con denunce circostanziate a livello Internazionale, ogniqualvolta esistano Diritti SARDI lesi che, se fossero condivise anche dai partiti e Movimenti identitari, avrebbero certamente un peso maggiore. A loro volta, i Movimenti e i Partiti identitari potrebbero dare un appoggio a far crescere il numero di coloro che si sentono anagraficamente SARDI, e non ITALIANI, costruendo insieme quella strada che, se percorsa in modo intelligente, potrà finalmente portare la SARDEGNA E IL POPOLO SARDO, ormai agonizzante ,alla sospirata libertà economico-politica, culturale e decisionale.   chiediamo che si apra un procedimento penale contro i governi e i governatori che hanno abusato del loro potere legislativo atraverso l'ausilio di accordi internazionali per dominare e distruggere la Sardegna FORTZA PARIS
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Corte Penale internazionala Aia
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