NO AL RIGASSIFICATORE DI SAN FERDINANDO (RC)
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Possiamo permettere la costruzione del più grande rigassificatore mai concepito in Italia (160mila metri cubi di gas naturale liquido "GNL") in un territorio sismico di primo grado qual'è la Calabria e la Piana di Gioia Tauro?
Il Decreto Sviluppo Monti e in particolare l’articolo 38, hanno di colpo accelerato l’iter approvativo dell’impianto di rigassificazione di San Ferdinando, bypassando le obiezioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che per ben due volte aveva bloccato l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto, vista l'assenza della VAS (Valutazione Ambientale Strategica), l'assoluta carenza della VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e la natura altamente sismica dell'area.
Il funzionamento del rigassificatore comporterà un rilascio in mare di circa 160 kg. al giorno di ipoclorito di sodio (varechina) usato per mantenere pulite da alghe e microorganismi le pompe di lavorazione durante il processo di "rigassificazione", comportando un altissimo rischio per la salute (incidenza tumorale dell'800%) delle popolazioni e per la dispersione del cloro e dei suoi derivati nell'aria e nell'acqua di mare.
Nel sito su cui si vorrebbe costruire l'impianto, passano 4 faglie sismogenetiche attive, da una di esse è partito il terremoto del 1783 che ha distrutto mezza Calabria, classificato al grado 9,5 della scala Richter!
UNA BOMBA ECOLOGICA CHE DISTRUGGEREBBE QUALSIASI COSA NEL RAGGIO DI 55 KM.
FIRMA PER DISINNESCARE QUESTA BOMBA A OROLOGERIA!!!
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ministero dell'ambiente, ministero delle infrastrutture e dei trasporti
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