I comuni di Marcon , Casale sul Sile, Mogliano Veneto, Preganziol e Quarto d'Altino hanno stipulato una convenzione per dar via ad un azione unitaria di contrasto alla realzizzazione del progetto di Unindustria per la costruzione a Bonisiolo di Mogliano Veneto di un inceneritore per rifiuti speciali.
Quello presentato da Unindustria è un progetto di cui si parla dal 2005, ma in realtà dovrebbe essere archiviato da tempo e non solo per la ferma contrarietà espressa dalle Amministrazioni locali interessate e dai cittadini.
A questo proposito va ricordato che la contrarietà del Consiglio comunale di Marcon al progetto dell'inceneritore di Bonisiolo è stata espressa con un ordine del giorno approvato il 26 settembre 2008 e ribadita nel documento approvato al termine della seduta congiunta con i consigli comunali di Casale sul Sile e Quarto d'Altino svoltasi il 26 maggio 2009.
Il 22 febbraio 2007 il Consiglio regionale, con il voto trasversale di consiglieri appartenenti sia alla maggioranza che alla minoranza, ha approvato una mozione e una risoluzione che impegnano la Giunta regionale a dare parere contrarioad ogni autorizzazione dei progetti di Unindustria per gli inceneritori di Bonisiolo e Silea e a non concedere alcuna realizzazione di nuovi impianti di termovalizzazione o incenerimento pubblici che privati in assenza di un piano regionale per lo smaltimentoe trattamento dei rifiuti speciali e industriali.
L'assenza di un piano regionale è un elemento di estrema preoccupazione lasciando di fatto libero spazio a qualsiasi inziativa e non legando la pianificiazione di nuovi impianti alle reali necessità o condizioni dei territori, ma ciò non ostante, la giunta regionale, ignorando il doppio pronunciamento del consiglio regionale, ha avviato l'esame del progetto da parte della commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale (VIA).
Ecco perchè i comuni sono costretti ad investire tempo e risorse per difendere il territorio dell'ennesimo scempio ambientale e rischio per la SALUTE dei cittadini (cioè NOI).
La decisione di stipulare la convenzione tra i 5 comuni "a rischio inceneritore" destinando a tale inziativa 10 mila euro, è stata approvata da tutti i consiglieri di maggioranza e dal consigliere di "Marcon Rinasce" Enrico DE Marco, mentre i consiglieri del "Gruppo Misto" Paolo Ceolin, Federico Moretto e Andrea Scantamburlo, si sono astenuti.
"La convenzione ha lo scopo di dare ai comuni la possibilità di stanziare a blancio e mettere insieme le risorse per costituire un gruppo di esperti al massimo livello, ai quali sarà chiesto di predisporre il parere da presentare alla Commissione Valutazione Impatto Ambientale della Regione Veneto - spiega l'assessore all'ambiente Mauro Scroccaro - Il lavoro dei tecnici servirà per dimostrare che la contrarietà delle Amministrazioni comunali e di una fascia molto ampia di cittadini è fondata su fattori tecnici, scientifici ed economici ben precisi.
Purtroppo il fatto che Mogliano fosse governata da un commissario preffettizio ci ha impedito di avviare prima questa iniziativa, ma già dalle prime riunioni è emersa la volontà delle cinque Amministrazioni comunali di recuperare il tempo perduto e organizzare degli incontri fra il gruppo di esperti ed i cittadini, per far conoscere con la massima trasparenza le strategie che saranno messe in campo per scongiurare i rischi per l'AMBIENTE e la SALUTE derivanti dalla costruzione dell'inceneritore".
"Nessuna volontà, insomma, di andare in ordine sparso, anche rispetto ai comuni interessati dall'impianto di Silea- aggiunge Scroccaro - per cui l'azione di contrasto ai due progetti sarà separata dal punto di vista burocratico, ma unita per quanto riguarda le motivazioni di carattere generale, lo scambio di informazioni tecniche e scientifiche e ovviamente il reciproco sostegno alle iniziative politiche avviato su questo tema senza cadere nel tranello del "dapertutto, ma non a casa mia" come forse spera chi ha presentato questi progetti a pochissimi chilometri di distanza uno dall'altro.
Ovviamente resta fermo il fatto che per alcuni aspetti di carattere ambientale ogni impianto ha le sue specificità proprie, ad esempio per quanto riguarda la ricaduta dei fumi, tema che inetressa direttamente noi cittadini di MARCON".
Quanto alle motizvazioni dell'opposizione all'impianto proposto da Unindustria l'assessore all'ambiente di marcon parte da un punto fermo.
"Bisogna sgombrare il campo da un equivoco e finirla di parlare di termovalizzatori.Quell'impianto è un inceneritore e va esaminato come tale, punto!!".
L'assessore sottolinea che il termine "termovalizzazione", seppure usato molto spesso nel linguaggio comune, non esiste nelle normative europee e italiane che regolamentano il settore dei rifiuti. Sulla questione l'Amministrazione comunale di Marcon condivide pienamente l'opinione della maggior parte degli esperti del settore, i quali ritengono che il solo modo per "valorizzare" un rifiuto è il suo RIUTILIZZO o RICICLO, attraverso la RACCOLTA DIFFERENZIATA e successiva lavorazione e trasformazione.
Una strada che il comune di Marcon ha intrapreso un anno fa con determinazione e ottimi risultati, grazie alla fattiva collaborazione dei cittadini e l'apporto determinante delle società "Veritas" e "De Vizia".
"Come se non bastasse - continua Scroccaro - le dichiarazioni rilasciate, anche nelle scorse settimane, dall'assesore regionale Giacarlo Conta e dal presidente al Consiglio regionale del Veneto Remo Sernagiotto continuano a creare confusione tra inceneritori destinati ai rifiuti solidi urbani a quelli speciali che arriverebbero a Bonisiolo e Silea. Questo conferma che quella proposta dagli industriali non si presenta come un'operazione limpida riguardo alle informazioni fornite alle amministrazioni locali ed ai cittadini che devono valutare le conseguenze derivanti dalla costruzione degli inceneritori".
Scroccaro ricorda che l'inziativa di Unindustria è realativa a due impianti di incenerimento largamente sovradimensionati rispetto alle necessità delle provincie di Venezia e Treviso e dell'intero Veneto, per cui l'inevitabile conseguenza sarà l'arrivo di rifiuti da tutta italia e forse anche dall'estero, sulla cui qualità è legittimo nutrire ulteriori preoccupazioni.
"Ormai è chiaro a tutti che gli industriali di Treviso, Venezia e del Veneto hanno ideato l'operazione inceneritori non per rispondere a reali esigenze delle loro aziende , bensì per realizzare un affare economico dalle proporzioni milionarie - aggiunge Scroccaro - Un altro aspetto preoccupante è che gli stessi industriali hanno affudato la progettazione, scelta delle tecnologie , costruzione e futura gestione degli impianti a società riconducibili a Giuseppe Grossi soprannomminato "il re delle bonifche", arrestato qualche settimana fa per diverse ipotesi di reato, tra le quali l'aver "gonfiato" i costi di una bonifica ambientale, oltre che per FRODE FISCALE , APPROPIAZIONE INDEBITA, TRUFFA, RICICLAGGIO e CORRUZIONE. Il commento di Alessandro Vardanega, presidente degli industriali travigiani sulla vicenda è sconcertante. A suo parere bisognerebbe distinguere l'uomo Grossi dalle società che dirige.
A mio parere - conclude Scroccaro - adesso la Regione Veneto ha un motivo in più per bloccare IMMEDIATAMENTE l'inziativa di Unindustria: la scarsa affidabilità delle persone che dovrebbero realizzare e gestire questo progetto".