“L’emigrato che viene trovato in stato di clandestinità, viene fatto soggiornare in questi centri di identificazione ed espulsione. In questo modo si accerta la corretta identificazione personale, sociale e la provenienza; per eseguire il successivo rimpatrio! Attualmente meno della metà viene rimpatriato! Si capisce da subito che il Cie non è un carcere e che l’emigrato non è un detenuto! Infatti, la permanenza ha una durata limitata per legge di mesi 6, dopo i quali viene lasciato libero nel territorio! Nel tempo si è notato che i parenti del clandestino, cambiano residenza, per avvicinarsi ai loro cari e accoglierli nel momento del rilascio! I nostri paesi subiranno un aumento della percentuale degli extracomunitari, che porteranno con loro tutti i loro bisogni e necessità! Il clandestino vive con rabbia il suo soggiorno nel CIE, diventando rissoso, tentando l’evasione (molte volte evadendo veramente), creando tumulti dentro e fuori il CIE! Questo fa si che gli italiani si spostino dal loro territorio, cambiando residenza! Case, negozi, fabbriche, chiuderanno e nella zona calerà un vero e proprio processo di recessione ed impoverimento! Case, negozi, fabbriche, perderanno valore economico impoverendo sempre di più le famiglie! Per ultimo, associazioni umanitarie, instaureranno nel territorio le loro sedi, per dare a questi emigrati un futuro!
Non sono conosciuti reali vantaggi di qualsiasi natura, derivati dal CIE, che portino un miglioramento sostanziale e percepibile al territorio e alla gente!”
SE ANCHE TU NON VUOI IL CIE NEL NOSTRO TERRITORIO, FIRMA LA PETIZIONE!