Associazioni che sostengono la petizione: LAC Lombardia, LIPU Milano, LIPU Lodi, WWF Sant’Angelo L., ADICA, GROL, Gheppio, Il Borgo e Il Colle, I Germogli, Vivai ProNatura, ConFido In Un Sorriso, Barbarossa, Sherwood, Il Gerundo, Picchio Verde Onlus, Legambiente circolo “Il Quadrifoglio”, CABS, A.C.L.I. San Colombano
Le Associazioni dei cacciatori di San Colombano al Lambro, dell’ATC3 della Provincia di Milano, hanno fatto richiesta di spostare l’attuale Oasi di 246 ettari inserita nella zona del Parco Collinare in altra parte del territorio, a nord a ridosso del paese, altamente urbanizzato e di conseguenza recintato. Spostare l'Oasi, inteso anche come luogo dove i cacciatori non possono “mettere piede”, dalla sua attuale posizione vuol dire distruggerla completamente. Per fare una nuova Oasi l’amministrazione comunale deve raccogliere le firme ed avere il consenso di tutti i proprietari dei terreni interessati. 60 anni fa era possibile ma oggi è impensabile soprattutto per i costi dell'operazione. Di conseguenza l’Oasi diventerà una ZRC dove i cacciatori possono fare quello che vogliono e spostarla a loro piacimento. L’attuale posizione dell’Oasi è strategica in quanto collocata a sud del Parco tra zone pianeggianti e declivi. E’ considerata un vero patrimonio culturale e paesaggistico da tutti i circa 25.000 cittadini che risiedono nei comuni del PLIS di San Colombano al Lambro che include anche i comuni di Inverno e Monteleone, Sant’Angelo Lodigiano, Miradolo Terme e Graffignana. Le Associazioni ambientaliste chiedono di preservare questo patrimonio naturalistico-ambientale che ormai da tempo viene condiviso da un gran numero di persone residenti e non e che da oltre 60 anni è considerato zona di rifugio e riproduzione di centinaia di animali selvatici anche appartenenti a specie rare. E’un’area di grande interesse faunistico in quanto anche zona di passaggio della migrazione autunnale di uccelli verso i paesi dell’Africa. Intendiamo quindi preservare l’attuale posizione dell’Oasi dal momento che la riteniamo un patrimonio di rilevante importanza ambientale in quanto ricca di biodiversità. Auspichiamo inoltre per il prossimo futuro la possibilità di chiudere alla caccia tutto il territorio del Parco collinare.