Tiziana Cantone, vittima del
cyberbullismo, si è tolta la vita impiccandosi nella sua abitazione.
Un avvenimento tragico, che ha scosso il mondo e in modo particolare il popolo del web. Ha aperto una parentesi su un tema ampliamente discusso negli anni.
La rete: capace di donare visibilità e popolarità ma, altra faccia della stessa medaglia, in grado di distruggere letteralmente una persona.
La
Cantone era nota per il video diffuso dal suo presunto ragazzo su internet, appunto. Il filmino la ritraeva in atteggiamenti intimi con il partner, durante un atto sessuale.
Dall'app di messaggistica istantanea whatsapp, ai social network Facebook e Twitter, il suo volto era ormai riconosciuto da tutti gli internauti.
Derisa ed insultata sia verbalmente sia mediante foto, post e parodie, la sua faccia è rimbalzata da una bacheca all'altra, non lasciandole scampo.
La sua vita è cambiata radicalmente; la
depressione e l'
umiliazione subita, l'hanno spinta a compiere questo gesto.
I
social network e i suoi utenti hanno reso virale un contenuto altamente privato, e solo in un secondo momento, ovvero troppo tardi, chi di dovere ha agito per tutelare la vittima.
E' stata di fatto infranta la privacy di Tiziana; perchè se è vero che il video è stato girato consapevolmente e con il suo consenso, è anche vero che nessuno avrebbe avuto il diritto di divulgarlo in rete, cioè a miliardi di ipotetici spettatori.
Vogliamo che i controlli sui social siano più serrati, e impediscano assolutamente il verificarsi di queste tragedie.
Chiediamo un pena esemplare per chi ha condotto questa ragazza a un gesto così estremo. A chi ha diffuso il video sul web, mettendo quindi a repentaglio la vita della giovane.
Non puntiamo il dito contro la ragazza, che a causa dell'incoscienza della persona di cui si fidava, è finita nel "tritacarne" del web, senza far più ritorno.
Più controlli sui social network: chiediamo giustizia per Tiziana Cantone