E’ di qualche giorno fa la dichiarazione di Gianfranco Fini secondo cui la “settimana corta” che ha caratterizzato i lavori della Camera negli ultimi tempi rappresenta un serio problema. In particolare Fini si riferiva alla settimana precedente, quando l’aula di Montecitorio aveva sostanzialmente lavorato solo due giorni, precisamente nelle giornate di martedì e mercoledì mattina.
In un contesto in cui i politici lavorano poco e vengono strapagati, ben si inquadra la proposta del ministro Calderoli che prevede di tagliare gli stipendi dei parlamentari del 5%.
Se però consideriamo che un deputato guadagna oltre 15.000 euro al mese (lordi, ma senza considerare la diaria, il rimborso delle spese telefoniche ed altri privilegi tipici dei parlamentari), forse allora si potrebbe fare un sforzo maggiore rispetto ad una misera riduzione del 5%.
Ed ecco l’idea: quanti di noi, gente comune, sarebbe disposta a svolgere il lavoro del parlamentare per soli 1.500 euro al mese? Le casse dello stato risparmierebbero ben il 90% di indennità parlamentari.
Abbiamo così avviato una raccolta firme di cittadini disposti a svolgere il lavoro di deputati e senatori per soli 1.500 euro al mese, da sottoporre ai leader dei maggiori partiti politici per suggerire le candidature alle prossime elezioni.
Si tratta di una raccolta firme provocatoria, per denunciare come, in tempi di crisi come questi, ridurre del 5% uno stipendio da oltre 15.000 euro al mese, a gente che spesso lavora solo due giorni a settimana, rappresenta un insulto ai tanti italiani precari o senza lavoro.
FIRMA LA PETIZIONE!
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