PER UNA SCUOLA CHE CI APPARTIENE

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Sono ormai dieci anni che noi genitori abbiamo abbracciato un progetto di scuola che andasse “oltre”: oltre il sapere precostituito dei libri di testo, oltre gli steccati che spesso dividono il mondo della scuola dalle famiglie, oltre le ovvietà di metodi didattici basati sulla quantità e sulle nozioni. L’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani”, diretto dalla Dott.ssa Maria Miceli, ci ha offerto la prospettiva di una crescita qualitativa dei nostri figli, basata sul ragionamento e sulla capacità di giudizio, sulla creatività e sulla curiosità suscitata da mille interrogativi. Abbiamo toccato con mano l’efficacia di questo percorso didattico, scegliendo consapevolmente un’idea di scuola che non imbrigliasse le menti degli scolari nella prigionia di verità indotte, in spregio del pluralismo delle idee e delle opinioni. Abbiamo imparato il valore dell’extratestualità, quello della partecipazione e della condivisione, quello della programmazione e della conseguente progettualità: abbiamo coltivato, assieme ai nostri figli, la cultura della memoria, sperimentando la normalità delle differenze, le varie facce della libertà, tutte colorate come gli aquiloni che sono stati l’icona delle nostre giornate. Abbiamo fatto la scelta di un territorio, in sé periferico, divenuto, per noi, un vero centro di propulsione sociale e culturale; abbiamo optato per “San Teodoro”, nonostante fosse a decine di chilometri di distanza da alcuni di noi, affrontando ogni disagio, pur di assicurarci un investimento sicuro per la crescita dei nostri figli. Siamo stati testimoni della crescita di questo “quartiere”, che ha soppiantato la precarietà ed il degrado in cui sembrava impantanarsi con la sfida, vinta, di una trasformazione possibile ed a portata di mano, diventando una “casa sicura” per i suoi abitanti ed un’attrattiva per tutti: il luogo in cui riconoscersi e dal quale partire nella difesa di ogni istanza di legalità e di convivenza civile. Vogliamo sostenere questa idea di scuola, affinché duri nel tempo e costituisca un’autentica risorsa del territorio lametino e calabrese, come presidio e laboratorio di legalità attivo e concreto. Ci opporremo a qualsiasi tentativo di decostruire questo percorso ormai consolidato e di omologarlo alle dinamiche classificate come ‘tradizionali e sicure’.L’unica sicurezza che vogliamo sostenere è la prosecuzione di questo tracciato virtuoso, nel quale soltanto pochi all’inizio credevano, paventando il rischio dell’ennesima utopia destinata a fallire. Una fredda nota dell’Ufficio Scolastico Regionale ha comunicato alla Dott.ssa Miceli la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro, essendo maturati i requisiti previsti dal Legislatore (ossia i quaranta anni contributivi), in ossequio ad una normativa che si basa sui numeri e non scende nel merito delle situazioni. Noi crediamo che questo sia un provvedimento iniquo e scellerato, perché assunto ‘alla cieca’, come quando si tira un sasso in uno stagno per osservare in quale punto ‘colpisca’: costi quel che costi. Pur consapevoli che nulla può durare in eterno, crediamo fermamente che questo progetto di scuola - che ha una pregnanza sociale incalcolabile perché s’impianta su un quartiere dove dominano il disagio ed il rischio di dispersione – non possa essere frustrato da un provvedimento improvvisato e privo di vere motivazioni. Crediamo che esista una politica della scuola e del territorio chiamata a scendere nel merito delle realtà per consentire agli organi decidenti di valutare le opportunità e la tempistica dei provvedimenti: adottandoli secondo discrezionalità (che è tutt’altro che l’arbitrio di scelte prive di senso). Ci opponiamo ad una decisione calata dall’alto, frutto di un freddo calcolo e di una logica vuota, che rischia di frantumare il progetto scolastico, risolvendo, inopportunamente, il rapporto di lavoro di una Dirigente – che ha avuto ed ha riconoscimenti a carattere nazionale da parte di noti pedagogisti ed intellettuali di chiara fama per le sue scelte didattiche “coraggiose”– non consentendole di continuare il lavoro avviato ed impendendo, al contempo, allo stesso progetto di continuare a vivere, almeno fino alla conclusione di un intero ciclo della Scuola Secondaria di I grado appena avviata. E’ per questo motivo che resistiamo con tutte le forze a questo provvedimento, per noi incomprensibile, le cui ragioni prescindono dalla tutela degli scolari e delle famiglie. In una scuola come la nostra è necessario un passaggio di consegne annunciato, un avvicendamento che assicuri la continuità di un metodo didattico che, pur attraverso la validità della Dirigente, appartiene oramai alle famiglie, al territorio ed a tutte le persone che ne condividono l’oggettiva valenza e che lo hanno scelto come proprio. Pertanto è nel diritto di tutti di preservarlo così com’è: anche nel futuro. Per queste ragioni CHIEDIAMO a tutti coloro che intendano sostenere e condividere quanto detto ( Enti, Associazioni e singole/i), di sottoscrivere il presente documento.
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