PETIZIONE A DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA!
Le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio ci sembrano assolutamente in linea con la sua idea accentratrice, individualistica della società civile. Concezione che si manifesta nei confronti della scuola prospettando per la stessa un modello centralista, Stato oppressore, e non pubblico.
Questa posizione è sola l’ultima in ordine di tempo, altri autorevoli esponenti del Governo ci hanno a più riprese definito: incapaci, inefficienti, fannulloni. Da fautori di modelli liberali è oltretutto unapalese dimostrazione di incapacità di saper stimolare e valorizzare i propri dipendenti. Non è certo denigrandoli a priori che si migliora la qualità del lavoro ei suoi risultati.
E’ inammissibile ed inaccettabile che chi si è assunto il dovere di migliorare il servizio pubblico si oper di svalutarlo, ostacolarlo, impoverirlo. Il futuro dell’Italia e degli italiani non passa attraverso un mercato conflittuale nel quale saperi, valori siano ridotti a generi da bancone di supermercato dove ognuno possa acquistare secondo le proprie possibilità e interessi il prodotto che più gli aggrada. La scuola pubblica è un crogiolo di diversità culturali, etniche, religiose dove è possibile misurarsi, confrontarsi e soprattutto arricchirsi.
Lo smembramento della scuola delle scuole precipiterebbe la nostra società in una spirale di divisioni, conflittualità, che forse sono un obiettivo di moti, ma non possono essere accettate come un modello civile di un paese che voglia contribuire alla convivenza con le diversità.
Il modello privato, individualistico, così auspicato e comunque garantito dalla Costituzione, non offre quasi mai garanzie e certezze di qualità. E’ interesse del privato accontentare il “cliente” evitandogli diversità ritenute sgradevoli o pericolose e non fornendo servizi economicamente improduttivi.
Chiediamo a tutti gli attori della scuola e atutti i cittadini di denunciare gli attacchi costanti all’istruzione pubblica forse ultimo baluardo alla deriva culturale e sociale del nostro Paese e quindi per questo nel mirino dell’attuale Governo.
Esigiamo rispetto e dignità nei confronti di chi con strumenti sempre ridotti opera spesso in realtà difficili e complesse che richiedono ben altri investimenti e sicuramente ben altra considerazione!