Petizione al Prefetto di Benevento per il ripristino della legalità a San Giorgio del Sannio

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AL PREFETTO di Benevento Il 23 maggio 2009 un maxi incendio si sviluppava nel capannone Barletta di Cesine coinvolgendo anche un'abitazione dirimpettaia. L'incendio durava tre notti e due giorni, le esalazioni tossiche persistevano per oltre venti giorni. Contrariamente a quanto asserito dall'Arpac, nell'aria si registrava la dispersione di elevati quantitativi di benzene e toluene. Le diossine da combustione non sono state invece monitorate : nè nell'aria, nè sui terreni, sui vegetali, nè sulle falde acquifere. Il Sindaco non adotta nessuna ordinanza precauzionale a tutela della salute pubblica, non risponde alle legittime istanze di cittadini residenti nel sito incendiato, non rende noti i risultati dell'Arpac, non fa sottoporre i cittadini agli accertamenti sanitari da loro richiesti. Il responsabile dell'inquinamento non predispone nè esegue come per legge il piano di caratterizzazione dei rifiuti. Il Sindaco non si sostituisce al privato, contrariamente a quanto previsto dalla legge. Anzi: viene completamente disatteso il D.Lgs. 152/2006 (Codice dell'Ambiente) Solo in data 5 agosto,a seguito di anomala conferenza dei Servizi cui non venivano invitati nè la Provincia,nè la Regione, il Sindaco adotta ordinanza con cui impone a Barletta la bonifica del sito e la rimozione dei rifiuti nel termine di 30 giorni . Il termine assegnato è scaduto, i rifiuti sono ancora sul sito incendiato, ma il sindaco non denuncia l'inottemperanza all'ordine di bonifica nè attiva l'esecuzione in danno(art.250 Codice dell'Ambiente). A settembre la comunità sangiorgese è scossa da un altro grave avvenimento che vede protagonista il proprio Sindaco. Un'intercettazione telefonica tra il sindaco Nardone ed il titolare dell'iperstore Barletta evidenzia un altro comportamento deplorevole e disonorevole per un Sindaco degno di questa carica ed inaccettabile dai suoi concittadini. L’intercettazione telefonica, relativa al colloquio tra il Sindaco di San Giorgio del Sannio, Giorgio Nardone e il titolare dell’Iperstore Antonio Barletta evidenzia un comportamento di palese favoritismo a vantaggio di quest'ultimo. Di seguito la trascrizione dell'incredibile intercettazione telefonica del 1° giugno 2009, ore 12.42 tra Barletta Antonio e Nardone Giorgio, Sindaco di San Giorgio del Sannio. Barletta Antonio: Pronto ? Nardone Giorgio: Antonio ? Barletta Antonio: Pronto … pronto? Nardone Giorgio: Pronto, … Antonio, sono il Sindaco! Barletta Antonio: Uè, don Giorgio, buongiorno … ditemi ! Nardone Giorgio: Eh … tu resta aperto domani, e tira a campare! Io …. poi, non ti mando a nessuno. Se viene qualcuno, ti cancello tutto, non ti preoccupare! Perché qua, se devo fare una ordinanza viene la guerra civile! Barletta Antonio: Va bene … grazie! Nardone Giorgio: Tu resta aperto e tira a campare! Poi me la vedo io, me la piango io, mi impegno io! Però … tu non dire che è stato il sindaco! Gli devi dire: stò aperto … non abbiamo letto l’ ordinanza, pensavo che potevo stare aperto tutta la giornata … scusate, se viene qualcuno, poi me la piango io! Barletta Antonio: Va bene … grazie! Nardone Giorgio: Hai capito, come gli devi dire? Barletta Antonio: Grazie “Don Giorgio”! Nardone Giorgio: Eh, ciao … buone cose! Barletta Antonio: Arrivederci! L'intercettazione obiettivamente ha dimostrato che il Sindaco ha autorizzato un privato ad eludere la legge :nello specifico ha autorizzato l’apertura pomeridiana dell’Iper Barletta di via Cesine,del supermarket Barletta in Via A.Moro, del deposito all'ingrosso cash&carry in Cesine, per il pomeriggio del 2 giugno, in dispregio alla Ordinanza Sindacale che imponeva la chiusura alle ore 14 per tutti gli esercizi commerciali. Oltre alla penale rilevanza, questo comportamento ha creato un danno a tutti i commercianti che quel pomeriggio hanno rispettato la legge e a tutti i cittadini perchè sono stati violati i principi di imparzialità e buon governo compromettendo la credibilità della Amministrazione comunale e l’immagine della intera comunità sangiorgese, anche di fronte alle comunità gemellate. I cittadini di S.Giorgio del Sannio francamente non meritano tutto questo ed il discredito che ne deriva. Questa comunità non può pagare per le responsabilità a cui è estranea perchè appartengono ad altri. I cittadini prendono dunque atto che l'incendio del capannone Barletta e la intercettazione telefonica con il titolare sono due vicende collegate. Trait d'union:in entrambi i casi è coinvolto il Sindaco. Nel primo, per le omissioni, i ritardi, gli assordanti silenzi, l'ignavia. Nel secondo per il favoritismo a Barletta. Pertanto i cittadini prendono posizione e chiedono al Prefetto d'intervenire, affinchè siano accertati i fatti che emergono dalla telefonata intercettata, sia ristabilita la corretta azione amministrativa e di governo del Comune e, siano adottati i consequenziali provvedimenti. Occorre ripristinare la legalità e ridare dignità a questo Comune ! Chiedono altresì al Prefetto di fare ampio uso di tutti i suoi poteri, compresi quelli in materia di protezione civile poichè l'intera vicenda "incendio" è stata mal gestita dal Sindaco , con totale disattenzione ai propri compiti istituzionali, doveri e responsabilità. I cittadini di San Giorgio del Sannio
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30 September 2010
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