La sentenza su Calciopoli è stata superficiale e parziale.
Se esisteva un “sistema strutturale” era evidentemente a disposizione di tanti visto che tutti par lavano con i designatori, molti addirittura con gli arbitri e non solo per gli auguri di Natale e Pasqua.
Le clamorose novità che stanno emergendo dal processo di Napoli, le incertezze di Auricchio, le spaventose lacune nell’ indagine, le contraddizioni delle testimonianze, le nuove intercettazioni che non potevano né possono non avere ripercussioni anche sulla giustizia sportiva.
Ed ora, finalmente, anche la Juventus ha preso posizione.
Per chiedere giustizia e per rivendicare equità di trattamento.
Soprattutto per quanto ha patito a livello sportivo, morale ed economico rispetto ad altri club che facevano le stesse cose.
In particolar modo rispetto a chi si è fregiato di uno scudetto nel nome di un’ onestà ora messa a dura prova.
Quello è stato l’errore più grave compiuto dall’ex commissario Guido Rossi nonostante il sibillino parere della commissione dei Saggi.
Rileggendo le righe della “decisione” si può intravedere anche la soluzione al pasticcio. «Gli organi federali possono intervenire con un provvedimento di non assegnazione dello scudetto nel caso che anche altre squadre non sanzionate abbiano tenuto comportamenti poco limpidi».
Ebbene, chiediamo quindi alla FIGC che lo scudetto 2005-2006 assegnato a tavolino venga revocato.