PETIZIONE DEI CITTADINI ABRUZZESI IN MATERIA DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI
Questi sono i punti della petizione del Movimento 5 Stelle Abruzzo spiegati in breve:
1) Approvare una legge regionale che imponga agli enti competenti la pubblicazione su internet
del ciclo completo dei rifiuti gestiti, dalla raccolta alla loro ultima destinazione:
in ossequio alle
prescrizioni dell’art. 178 del Testo Unico Ambientale, dove si prescrive che la gestione dei rifiuti
dev’essere effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza, ed in
osservanza alle norme vigenti in materia di partecipazione e di accesso alle informazioni ambientali, si
chiede che i cittadini siano messi in condizione di conoscere con esattezza e in tempo reale le
modalità, l’ubicazione e le quantità di smaltimento dei rifiuti prodotti, anche al fine di rendere
impossibile l’inquinamento malavitoso dell’attività di trasporto e smaltimento degli RSU.
2) Rinunciare definitivamente alla realizzazione di inceneritori, o termovalorizzatori, di qualsiasi
tipo nel territorio abruzzese, attraverso disposizioni legislative regionali
ad hoc: la Direttiva
europea 2008/98/CE e la legislazione nazionale prevedono che nella gestione dei rifiuti si rispetti la
seguente priorità: prima bisogna ridurre i rifiuti, poi si deve cercare di riusare gli oggetti, infine si deve
riciclare almeno il 65 % del rifiuto residuo. Il recupero energetico è previsto solo, eventualmente, come
quarta opzione, ma è evidente che una volta operate correttamente le prime tre fasi il quantitativo
di rifiuto residuo sarà minimo ed inoltre, avendo eliminato carta e plastica, inadatto alla
combustione.
3)
Favorire con incentivi la significativa (almeno 30%) riduzione della produzione di rifiuti civili,
commerciali e industriali:
la Direttiva europea sui rifiuti (2008/98/CE) e la legislazione nazionale
(D.Lgs 152/06 così come modificato ed integrato dal D.Lgs. 205/10) danno grande importanza alla
riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti ponendo, in tutto il territorio comunitario e nazionale
(Abruzzo compreso!) tale azione al vertice della gerarchia per la corretta gestione dei rifiuti. Al
contrario, risulta che “la produzione dei rifiuti regionale nel periodo 2002-2008 ha fatto registrare un
aumento del + 15,08%, maggiore della crescita della produzione nazionale nello stesso periodo, che è
stata del + 12,3%” [dal sito della Regione Abruzzo].
4)
Rispettare il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2012 ed arrivare all’80%
entro il 2013: il raggiungimento del 65% entro il 2012 è un obbiettivo di legge come sancito dall’art. 205
del D.Lgs. 152/06 e pertanto è un obbiettivo vincolante. Lo stesso articolo prevede pertanto sanzioni
per gli ATO che non raggiungeranno le percentuali minime previste – e quindi per i relativi comuni – di
importo pari al 20% dei costi di conferimento in discarica. Ne deriva che per le inadempienze degli Enti
territoriali che non riescono ad organizzare efficacemente la raccolta differenziata pagheranno i cittadini
che si vedranno aumentare gli addebiti in bolletta.
5)
Promuovere con iniziative legislative apposite la realizzazione di impianti di raccolta e riciclo
dei materiali e di compostaggio nel territorio regionale, in modo da trattare direttamente a
livello locale i rifiuti senza doverli trasportare nelle altre regioni:
sulla movimentazione dei rifiuti
prosperano mafia, corruzione e malapolitica, il tutto a scapito dell’interesse dei cittadini e
dell’ambiente. Ad esempio, per lo smaltimento della frazione umida degli RSU presso un impianto di
compostaggio di Bologna, i cittadini abruzzesi pagano attualmente ben 220 euro a tonnellata, mentre
viene stimato che se gli impianti di compostaggio fossero in Abruzzo si potrebbe spendere circa 70 -
80 euro a tonnellata, riducendo il costo per la collettività a circa un terzo. E’ pertanto
indispensabile creare in Abruzzo centri di compostaggio, piattaforme ecologiche per il
conferimento di rifiuti selezionati da avviare al riciclaggio, promuovendo nel contempo ove possibile il
compostaggio domestico, con l’immediato abbattimento del 35% in peso del rifiuto. Parallelamente
sarà indispensabile abolire la TARSU e sostituirla con una tariffa che premi i comportamenti dei
cittadini virtuosi.