La ‘General Cement Puglia S. p. A.’ con sede in Bari (Via Toscanini, 21 – 70126 Bari), intende realizzare un ‘IMPIANTO PRODUZIONE CLINKER E MICRO MACINAZIONE NEL COMUNE DI TRANI’. Trattasi di un cementificio dalle potenzialità massime di 600.00 t/anno produttive di cemento che dovrebbe sorgere in prossimità della Strada Provinciale Andria-Trani al Km 5.0 in Contrada ‘Puro’ (FG. 46 – P.lle 2-11-13-31-33-34-46-47-55).A circa 6.0 km di distanza dal sito vi è uno dei più grandi cementifici dell’Italia meridionale:
Impianto BUZZI UNICEM di Barletta. Detto cementificio, con potenzialità di 1.100.000 t/annue di cemento, a causa della crisi del settore edile produce molto meno cemento delle sue potenzialità massime, ma nel contempo ha avviato l’iter autorizzativo per incrementare i quantitativi di materie plastiche bruciate in coincenerimento dalle attuali 26.000 t/anno alle previste 80.000 t/anno. E’ noto che in tutti i cementifici d’Italia avviene la pratica della combustione dei rifiuti compatibilmente alle normative vigenti emanate in materia dall’Unione Europea e dal Governo italiano. Ilcementificio proposto dalla General Cement Puglia sorgerà in adiacenza della discarica (R.S.U.) di bacino dell’ATO-BA1 e tale condizione lo predispone in maniera inquietante all’incenerimento di Rifiuti Solidi Urbani e di materie plastiche. I cementifici posseggono un impatto ambientale del tutto equivalente a quello degli inceneritori.Le
emissioni di maggior rilievo riguardano gli ossidi di azoto (NOx), il biossido di zolfo (SO2) e le polveri. Le polveri aerodisperse rappresentano l’incidenza fondamentale, e sono da considerare connesse al processo, poiché sia le materie prime, movimentate e sottoposte a fasi di frantumazione e macinazione, sia il cemento prodotto si presentano prevalentemente sotto forma di polveri fini e finissime. Altri inquinanti da considerare, sono: CO (monossido di carbonio), COV (composti organici volatili) , HF (acido fluoridrico), HCl (acido cloridrico), IPA (idrocarburi policiclici aromatici), metalli come mercurio e cadmio (Hg, Cd). L’eventuale immissione di sostanze organiche contenenti cloro può causare la formazione di diossine e furani (PCDD e PCDF: i fattori di emissione per i cementifici variano tra un minimo di 0,001 microgrammi per tonnellata di cemento prodotto a uno medio di 0,15) all’interno o a valle
del preriscaldatore. Le emissioni di maggior rilievo riguardano gli ossidi di azoto (NOx), il biossido di zolfo (SO2) e le polveri. Le polveri aerodisperse rappresentano l’incidenza fondamentale, e sono da considerare connesse al processo, poiché sia le materie prime, movimentate e sottoposte a fasi di frantumazione e macinazione, sia il cemento prodotto si presentano prevalentemente sotto forma di polveri fini e finissime. Altri inquinanti da considerare, sono: CO (monossido di carbonio), COV (composti organici volatili) , HF (acido fluoridrico), HCl (acido cloridrico), IPA (idrocarburi policiclici aromatici), metalli come mercurio e cadmio (Hg, Cd).
L’eventuale immissione di sostanze organiche contenenti cloro può causare la formazione di diossine e furani (PCDD e PCDF: i fattori di emissione per i cementifici variano tra un minimo di 0,001 microgrammi per tonnellata di cemento prodotto a uno medio di 0,15) all’interno o a valle del preriscaldatore.
Appare evidente che si è in presenza di un impianto industriale dall’elevato impatto ambientale che aggrava
l’inquinamento sulle componente dell’atmosfera, del suolo e del sottosuolo del territorio di Trani e dell’intera
Provincia Barletta-Andria-Trani, sottoponendo le popolazioni ad elevate esposizioni di sostanze tossiche e
cancerogene.Per le ragioni sopra riportate si chiede alle personalità in indirizzo di esprimere un motivato parere
sfavorevole all’approvazione definitiva del progetto.