Gli assistenti sociali sottolineano con preoccupazione che la proposta, all'esame del Consiglio Regionale in questi giorni:
1. Individua come ambito ottimale per l’organizzazione dei sistema integrato dei servizi sociali il territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria Locale, istituendo il Consorzio O.A.S.I. (Organismo per le Azioni sociali Integrate) al quale è preposto un Direttore: tale organo monocratico svuota di funzioni e competenze i Comuni e vanifica il principio costituzionale di sussidiarietà verticale. L’O.A.S.I, a nostro avviso, è un ambito eccessivamente vasto e dispersivo, impedisce il lavoro di rete, l’organizzazione del servizio sociale di prossimità e la partecipazione della comunità locale. L’O.A.S.I. smantella di fatto l’ambito distrettuale e vanifica gli sforzi per costruire l’integrazione socio sanitaria;
2. Ridimensiona il ruolo del Servizio Sociale Professionale, considerando l’assistente sociale come un mero erogatore di prestazioni, al quale inoltre non vengono riconosciute le funzioni di programmazione, coordinamento organizzazione dei servizi e delle politiche sociali sancite da leggi nazionali;
3. Individua come sufficiente un rapporto di un solo assistente sociale ogni 10.000 abitanti, molto più alto di quello legiferato in altre Regioni italiane, trascurando di considerare la particolarità di ogni territorio e l'esigenza di interventi individualizzati in favore dei cittadini in difficoltà.
La comunità professionale degli Assistenti Sociali del Lazio chiede pertanto a tutti i gruppi consiliari impegnati nell'esame della proposta di legge in aula di emendare la proposta in esame facendo in modo che:
1. I distretti socio sanitari e, per Roma Capitale, i Municipi, rappresentino gli ambiti territoriali di riferimento per la programmazione e gestione dei servizi alla persona e alla famiglia, riconoscendo il ruolo essenziale degli Uffici di Piano;
2. Siano riconosciute tutte le funzioni svolte dal Servizio Sociale Professionale e normate dalla legislazione vigente;
3. Sia garantito un rapporto standard assistente sociale/abitanti di 1 a 3000/5.000 in conformità con quanto legiferato in altre Regioni italiane.