All'Ufficio Scolastico Provinciale della Regione Lazio
All'Ufficio Ambito Territoriale della Provincia di Roma
Al Ministero della Pubblica Istruzione
PETIZIONE DEI GENITORI DELL’ALBERTO SORDI SUL NUOVO DIMENSIONAMENTO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI 1°GRADO
Le nuove norme sulla riorganizzazione degli istituti scolastici indicate nella legge n.111 del 15/07/2011 porteranno la scuola di 1°grado ad essere accorpata in enormi istituti comprensivi .
Noi genitori riteniamo che oltre alle difficoltà di tipo organizzativo e amministrativo che seguirebbero all'applicazione di questa legge venga lesa anche la didattica e la funzione educatrice della scuola.
La nostra scuola, Alberto Sordi nasce da un accorpamento avvenuto 10 anni fa e ha dimostrato di credere nell'unione; dalla sua creazione ha avuto un trend in continua e costante crescita, superando negli ultimi anni i 1000 alunni. I risultati nella didattica sono ottimi (migliori prove Invalsi in Italia ad esempio) e i riscontri negli istituti superiori scelti dai suoi ex-alunni assolutamente positivi (tra l'altro la molteplicità delle scelte testimonia anch'essa la ricchezza dell'offerta formativa nel campo dell'orientamento).
Questa è la nostra “piccola” storia, molte altre scuole possono raccontarne di simili: questa legge le cancellerà tutte e farà nascere istituti senza identità specifica con l’unico obiettivo di tagliare ancora le risorse destinate alla scuola.
Noi genitori del Consiglio di Istituto dell’Alberto Sordi, insieme a tutti gli altri genitori non accettiamo questo progetto di riassetto puramente economico (non a caso inserito nella legge finanziaria) che non tiene conto dell’importanza e della specificità della scuola come elemento fondante della crescita culturale e civile del nostro Paese, ma che è in grado di “conteggiarla” semplicemente come spesa superflua.
NOI GENITORI CHIEDIAMO QUINDI:
• che la Regione Lazio promuova un giudizio di legittimità sulla legge 111 del 15/07/2011 davanti alla Corte Costituzionale;
• che la Regione Lazio, in ambito di Conferenza Stato-Regioni promuova delle modifiche alla legge sulla base di studi territoriali;
• in ultima analisi che, la tempistica di attuazione della legge sia dilatata per permettere la costruzione di accorpamenti studiati sulla realtà territoriali ed esperienze pregresse consolidate.