A seguito di un provvedimento del dirigente responsabile del servizio della riabilitazione dell’ASL NAPOLI 3 SUD sono stati interrotti improvvisamente tutti i trattamenti di psicoterapia ai minori con disabilità residenti nei comuni dell’area di competenza.
La decisione è immotivata, palesemente illegittima ed in contrasto con i principi costituzionali relativi al diritto alla salute. Essa va immediatamente ritirata perché, tra l’altro:
1) Viene applicata dai servizi di riabilitazione periferici in contrasto con il parere degli stessi medici psichiatrici ASL che hanno prescritto il trattamento e che invece ritengono indispensabile la terapia psicologica;
2) E’ contraria ai protocolli di psicoterapia che prevedono una eventuale dimissione del paziente con il distacco graduale dal terapeuta; l’interruzione può comportare quindi gravi danni alla salute dei bambini ai quali verrà negato questo diritto;
3) è stata comunicata ai genitori in forma verbale attraverso i centri di riabilitazioni e tutto ciò in difformità della legge che esige una comunicazione scritta dalla quale si evincano le motivazioni giuridiche o sanitarie di tale provvedimento;
4) Non da indicazioni sulle alternative terapeutiche;
5) E’ in contrasto con il parere dei responsabili sanitari dei centri esterni di riabilitazione che saranno costretti a dimettere i piccoli pazienti vanificando così anni di lavoro e risultati terapeutici;
6) Sancisce la disparità di trattamento tra assisiti delle stesse aziende sanitarie in quanto le altre ASL del territorio provinciale continuano ad autorizzare il medesimo servizio.
Le conseguenze di tale provvedimento sono devastanti per i bambini sottoposti fino ad oggi alla terapia in quanto interrompendo i trattamenti privano gli stessi di uno strumento rivelatosi invece efficacissimo e fondamentale nella lotta a tantissime patologie della sfera psichica dei minori.
L’art. 32 della Costituzione Italiana, nel sancire la tutela della salute come ”diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità atteso che il mantenimento di uno stato di completo benessere psico-fisico e sociale costituisce oltre che diritto fondamentale per l’uomo, per i valori di cui lo stesso è portatore come persona, anche preminente interesse della collettività per l’impegno ed il ruolo che l’uomo stesso è chiamato ad assolvere nel sociale per lo sviluppo e la crescita della società civile.
Il gruppo proponente che chiede il ripristino della psicoterapia è stato costituito spontaneamente dai genitori dei bambini e ragazzi esclusi dall’ASL dal trattamento di psicoterapia e viene utilizzato quale strumento di sensibilizzazione dei cittadini, di coordinamento e di lotta per la rimozione immediata di questo assurdo provvedimento.