Che cosa abbiamo fatto per meritare questo?
Noi, precari della ricerca e della didattica dell’Università di Cagliari, riteniamo vessatorie e discriminatorie le norme contenute nell’articolo 12 del regolamento d’ateneo che disciplina il reclutamento dei ricercatori a tempo determinato istituiti dalla recente legge di riforma dell’università (la “legge Gelmini”), per quanto riguarda i requisiti relativi agli anni trascorsi dal conseguimento della laurea e del dottorato.
Riteniamo infatti che, così come accade a livello internazionale, nel reclutamento di personale docente e ricercatore le università dovrebbero essere guidate esclusivamente dal criterio del merito scientifico, misurabile dalla qualità delle pubblicazioni scientifiche (e dal loro impatto quantitativo in alcune discipline) e dei titoli accademici conseguiti dai candidati. L’introduzione da parte del Regolamento di una soglia temporale (6 anni) per le pubblicazioni da presentare nelle procedure selettive è già di per sé sufficiente a garantire la comparabilità dei curricola degli aspiranti ricercatori più o meno esperti.
Ravvediamo, inoltre, elementi di illegittimità formale nei requisiti contenuti nell’articolo 12, in quanto in aperta contraddizione con principi di non discriminazione anagrafica presenti nella legislazione nazionale e comunitaria (in particolare la legge Bassanini) e nei codici di buona condotta per l’assunzione dei ricercatori, sottoscritti anche dalle università italiane, a partire dalla Carta Europea dei Diritti dei Ricercatori.
Con tale petizione i precari della ricerca e della didattica dell’Università di Cagliari chiedono pertanto una modifica sostanziale dell’articolo 12 del Regolamento, con la soppressione dei suddetti requisiti anagrafici.
Cagliari, 11 aprile 2011
Firme