Premesso che l’art. 49 della Costituzione recita che:
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con
metodo democratico a determinare la politica nazionale.
I partiti politici sono associazioni private senza alcuna disciplina legale e, nonostante ciò,
decidono tutta la vita pubblica.
Infatti predispongono le liste di coloro che dovranno essere i loro rappresentanti in Parlamento
senza dare la possibilità agli elettori di esprimere la loro preferenza; scelgono i candidati alle
assemblee elettive; preparano i programmi e designano i membri dei governi a tutti i livelli
istituzionali; nominano gli amministratori delle Autorità di garanzia, della RAI, degli enti
economici nazionali e delle società a capitale pubblico quotate in borsa, delle aziende pubbliche
e a capitale misto che gestiscono servizi. Ma anche la commistione con l'economia e la finanza
privata è diventata la regola.
I Partiti sono finanziati con denaro pubblico, ma non rispondono alla legge: per fare un solo
esempio, se un imprenditore falsifica il bilancio va in tribunale, se lo fanno i partiti non succede
nulla perché manca un organo dello Stato, come per esempio la Corte dei Conti, che controlli
il loro operato.
La vita interna dei partiti è segnata dalla mancanza assoluta di democrazia, decidono solo i
vertici , gestori totali del partito. Le candidature sono scelte dai vertici , i finanziamenti non
sono trasparenti e spesso sono illegali, gli introiti sono manomessi o falsati.
I partiti sono diventati vere e proprie consorterie, centri di clientele, di lobbies , di affari e di
malaffare e mezzi e/o strumenti di corruzione e di prevaricazione, che violano le leggi dello
Stato.
Con questa petizione al Parlamento, sempre in virtù dell’art. 50 della Costituzione,
Noi sottoscritti cittadini italiani, chiedono :
l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione con l’emanazione di una legge ordinaria che in
caso di responsabilità dei partiti di fronte alla legge, ne sanzioni le violazioni. Tale attuazione,
inoltre, restituendo il ruolo di protagonista ai cittadini, garantirà il controllo della correttezza e
della trasparenza della vita interna degli stessi partiti.
I punti qualificanti della riforma dovranno essere:
Registrazione degli Statuti presso le Corte di Appello del distretto, contenenti il vincolo nel
numero degli iscritti, garanzie di trasparenza della vita interna e dei diritti delle minoranze;
Elezioni primarie tra i cittadini per la selezione delle candidature;
Esclusione dalle candidature delle persone rinviate a giudizio o condannate per reati contro la
pubblica amministrazione, finanziari e di mafia;
Certificazione dei verbali d’assemblea con i relativi resoconti consuntivi e preventivi con
l’obbligo d’inserimento di un ispettore dell’agenzia delle entrate ;
Abrogazione dei finanziamenti ai giornali di partito e collaterali;
Responsabilità penale e civile dei segretari politici e dei tesorieri e decadenza automatica dagli
incarichi per violazione degli Statuti e delle leggi dello Stato