PETIZIONE PER MISURE STRAORDINARIE PER RIPIANARE IL DEBITO DELLO STATO
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Considerato che il ns deficit di bilancio e pubblico
http://it.wikipedia.org/wiki/Deficit_pubblico
http://it.wikipedia.org/wiki/Debito_pubblico
http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_di_Stati_per_debito_pubblico
sono giunti al livelli insostenibili e che le misure del cd patto di stabilità
sono arrivate a produrre pochi risultati concreti se non quesllo di posporre id qualche anno o mese piu' in là il default del nostro sistema dei conti come nel sistema ellenico è già di recente avvenuto;
considerato che
L'esigenza di tenere sotto controllo l'espansione del debito pubblico ha due principali motivazioni:
La prima è di carattere finanziario e attiene alla difficoltà di finanziare il debito pubblico quando questo cresce troppo velocemente. Se cala la fiducia dei sottoscrittori dei titoli sulla capacità del debitore di pagare gli interessi e di restituire il capitale, il finanziamento del debito può avvenire solo corrispondendo interessi più elevati. Analogo aumento degli interessi avviene quando cresce la tassazione del risparmio, che diminuisce l'interesse netto che rimane al risparmiatore. L'imposizione fiscale aggiunge poi un effetto-spiazzamento.
Se la spesa per interessi aggrava il deficit pubblico, facendo ulteriormente aumentare il debito, può innescarsi un circolo vizioso in cui all'aumento vorticoso del debito corrisponde un aumento della spesa per interessi, del deficit e quindi del debito pubblico.
che potrebbe tendere a + infinito;
Il taglio della spesa corrente per finanziare il debito ha effetti negativi sul gettito fiscale, poiché la spesa pubblica è uno strumento per riuscire a stimolare la crescita economica.
La seconda motivazione riguarda il cosiddetto "effetto spiazzamento". Se una parte dei risparmi privati finisce col finanziare il debito pubblico, si sottraggono risorse agli investimenti privati, con conseguenze negative sulla crescita dell'economia. È l'effetto spiazzamento. È pur vero che queste somme sono distribuite ai detentori dei titoli, che sono imprese, privati e banche che possono tornare a prestare questo denaro per finanziare lo sviluppo.
dal momento che in passato si è anche fatto ricorso all'emissione di moneta, soluzione abbandonata quasi ovunque nel mondo perché ha effetti fortemente inflattivi (vedi inflazione e iperinflazione) ed è una via non praticabile in quanto ora l'Italia è legata all'euro;
considerando il caso italiano e ricordando che nella storia dell'Italia una sola volta si è raggiunto il pareggio di bilancio,nel 1876, non solo per una grossa pressione fiscale esercitata ma soprattutto per l'incameramento dei beni ecclesiastici infatti
è necessario ricordare che prima durante e dopo l'unità d'italia 1860-1 ,lo stato italiano aveva un deficit di bilancio e un indebitamento enorme derivante dalle spese militari affrontate dallo stato piemontese dal 1848 al 1860 per guerre perse per le spese militari sostenute nonostante la sua espansione-unificazione con i due grossi stati del centro e del sud regno delle due sicilie o di napoli e stato pontificio(che non avevano deficit di bilancio o debiti ) il neonato regno d'italia nacque con il debito pregresso dello stato piemontese;
per ovviare a questo enorme debito già dal 1855 si erano presi dei provvedimenti che via via continuarono durante l'annessione unificazione il principale elemento di compensazione alla grave situazione debitoria fu la confisca dei beni ecclesiastici
lo stato incamerò dal 1855 al 1876 quasi tutti i beni della Chiesa Cattolica confiscandoli
tale processo è noto come secolarizzazioni nel Regno di Sardegna e quelle postunitarie
Lo stato sabaudo, che, pur essendo incentrato sul Piemonte, aveva il nome storico di Regno di Sardegna, aveva imboccato la strada della secolarizzazione dei beni ecclesiastici.
Con la legge del 25 agosto 1848 oltre a espellere tutti i gesuiti stranieri, sopprimeva l'ordine e ne incamerava tutti i collegi, convertendoli ad uso militare. Con le leggi Siccardi iniziò la normativa contro la manomorta.
È del 29 maggio 1855 la più famosa legge che abolisce tutti gli ordini religiosi privi (secondo lo legge) di utilità sociale (agostiniani, carmelitani, certosini, cistercensi, cappuccini, domenicani, benedettini e altri) e ne espropria tutti i conventi (335 case), sfrattando 3733 uomini e 1756 donne.
Le leggi eversive
Per approfondire, vedi la voce Eversione dell'asse ecclesiastico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Eversione_dell%27asse_ecclesiastico
Angela Pellicciari, ne "Il Timone" (n.95 del 2010), con un articolo intitolato " 150 anni dopo" scriverà <
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