PREMESSO:
- che nel Comune di Cavallino, insiste, oltre alla discarica di “tal quale” esaurita, la discarica controllata di servizio e soccorso, in località “Le Mate”, a circa 900 metri dal nostro centro abitato;
- che la vicinanza delle discariche al centro abitato potrebbe costituire causa di grave rischio per la pubblica igiene e salubrità;
- che l’ amministrazione comunale di “San Cesario è stata assente quando poteva incidere sul progetto della discarica controllata di servizio e soccorso e sul suo iter ad iniziare dalla Valutazione Impatto Ambientale (VIA)”, come riportato nella nota, prot. 1103/S.P del 15/10/2007, dell’assessore all’ Ecologia della Regione Puglia;
CONSIDERATO:
- che la discarica di “tal quale” risulta amministrativamente chiusa nel 2009;
- che la discarica di servizio e soccorso – autorizzata con decreto commissariale n. 136/2005- ha la funzione di servizio e soccorso all’impianto di biostabilizzazione dei rifiuti residuali delle attività di raccolta differenziata;
- che il trattamento di biostabilizzazione dovrebbe- fra l’altro- assicurare il conseguimento della stabilità biologica (ridotta putrescibilità e assenza di cattivi odori) in conformità alle direttive europee;
- che il territorio comunale, con frequenza periodica, è, invece, aggredito da odori maleodoranti di cui non è nota né l’origine, nè tantomeno l’eventuale nocività per la salute;
- che la descritta situazione è fonte di allarme sociale e di preoccupazione per gli eventuali danni ambientali e sanitari derivanti dalla discarica;
- che è necessario tutelare la qualità di vita dei cittadini di San Cesario di Lecce;
I FIRMATARI CHIEDONO:
- che venga accertata la qualità dell’aria e l’origine dei frequenti odori acri e nauseabondi presenti periodicamente nel territorio comunale;
- che siano installate sul territorio comunale le centraline di controllo per la verifica della salubrità dell’aria;
- che sia valutata la qualità del suolo e della falda nel territorio comunale
- che siano sollecitati i controlli amministrativi sul rispetto delle prescrizioni progettuali dei due impianti ed, in particolare, per quella di “tal quale” la verifica della fase di chiusura;
- che i risultati di eventuali rilievi dell’ARPA o di altri Enti siano resi pubblici e consultabili.