Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Camera dei Deputati
I sottoscritti cittadini, premesso che:
l’art. 31 della Costituzione Italiana prevede che la Repubblica “protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”;
il Governo Nazionale ha completamente cancellato le risorse necessarie per la creazione di una offerta adeguata di servizi pubblici per l’infanzia, in linea con le indicazioni provenienti dagli accordi europei;
i Governi locali – sia a livello regionale, sia a livello comunale – intervengono in maniera restrittiva riducendo le metrature degli spazi educativi e aumentando il numero di bambini/e destinati/e ad ogni educatrice/tore;
il settore scolastico ed educativo risente di un elevato tasso di precarietà che mal si concilia con la missione istituzionale affidata al personale che ci lavora, compresi i/le collaboratori/trici, che completano il quadro dell’offerta formativa;
tali interventi – uniti alle politiche di contenimento della spesa per l’istruzione pubblica – riverberano i loro effetti negativi e producono un significativo peggioramento della qualità dei Nidi e della Scuole dell’Infanzia;
un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalle politiche di progressiva esternalizzazione e/o privatizzazione di tali servizi, che scaricano esclusivamente sul personale – assunto con tipologie contrattuali tra le più svariate – la riduzione della spesa destinata a questo settore e che comportano condizioni di lavoro peggiori e una diminuzione della qualità educativa, della sicurezza e delle tutele per l’infanzia;
per questi motivi chiedono
ai Presidenti della Camera e del Senato di intervenire, nei confronti delle rispettive assemblee e attraverso adeguate misure legislative, con un deciso cambio di rotta nelle politiche economiche e sociali, al fine di:
1. riconoscere il nido d’infanzia nell’ambito dell’istruzione pubblica, anziché in quello dei servizi sociali a domanda individuale, qualificando l’offerta formativa attraverso un articolato progetto complessivo che riguardi l’età compresa tra 0 e 6 anni;
2. garantire un numero adeguato di personale – ferme restando le esigenze dei bambini e delle bambine con disabilità e fatte salve norme contrattuali di maggior favore – finalizzato ad assicurare: nei Nidi d’Infanzia la certezza di un rapporto frontale che non superi 6 bambini/e per ciascun educatore/trice in ogni momento della giornata educativa; nella Scuola dell’Infanzia garantire che il rapporto insegnante bambini/e non superi 1 a 23 (per ogni sezione con due insegnanti in costante compresenza) e sezioni 1 a 20 in caso di inserimento di 1 bambino/a diversamente abile, tendendo comunque a portare il numero massimo a 20 bambini/e per sezione; la presenza di almeno un/a collaboratore/trice ogni 15 bambini/e sia nelle Scuole che nei Nidi;
3. creare appositi percorsi di stabilizzazione del precariato, mettendo a norma il diritto all’assunzione o all’accesso a procedure concorsuali riservate dopo tre anni di servizio presso lo stesso ente e garantire sempre la sostituzione del personale assente a qualsiasi titolo e per l’intera durata del turno;
4. garantire il diritto all'integrazione e all’educazione dei bambini/e in condizioni di disagio, di svantaggio o diversamente abili, attraverso personale specializzato e di sostegno, comprendendo la presenza di mediatori culturali, nonché di un lavoro d’equipe tra la struttura scolastico educativa e le altre strutture del territorio, al fine di superare diseguaglianze e rimuovere le barriere economiche, sociali e culturali, che possono impedire il pieno sviluppo della personalità;
5. avviare percorsi di reinternalizzazione dei servizi privatizzati; per il personale operante nel privato, nell’immediato, garantire l’applicazione delle medesime tipologie e condizioni contrattuali dell'ente locale;
6. riconoscere e valorizzare le professionalità del personale scolastico, educativo e di collaborazione, con l'attivazione di percorsi di formazione ed aggiornamento permanente e di riconoscimento contrattuale;
7. realizzare una effettiva partecipazione e condivisione dei genitori nella concreta gestione dei Servizi all’Infanzia;
8. garantire tutte le condizioni di sicurezza, incolumità e salute nei Nidi e nelle Scuole dell’Infanzia;
9. escludere dal Patto di stabilità interno, anche regionalizzato, le spese sostenute dalle Regioni e dalle autonomie Locali per l’educazione e l’istruzione da considerare veri e propri investimenti per le prossime generazioni e per il futuro del nostro paese.
Chiedono che la presente petizione venga trasmessa a ciascun parlamentare e che una propria rappresentanza possa essere udita nelle opportune sedi istituzionali, a mezzo della Organizzazione Sindacale USB.