Caro Sindaco, la tua lettera alla città ci ha colpito. Ci ha colpito il tuo metterti così in discussione in un Paese in cui tutti rimangono attaccati alla poltrona. Ma questo è coerente con il Pietro che noi conosciamo.
Tra le righe traspariva, pur nella difficoltà di questo momento, l'orgoglio di chi da anni lavora senza risparmiarsi per la propria città.
Una città di cui noi siamo orgogliosi e che non cambieremmo con nessun’altra al mondo, ma che se oggi è così bella da vivere, molto lo deve a chi la amministra con passione e capacità.
Oggi tutto questo è messo in discussione.
Sia chiaro, siamo i primi ad essere sbigottiti di fronte a fatti che, se fossero dimostrati, rivelerebbero comportamenti molto gravi.
Ma tutto quell'odio, quella violenza, quegli insulti che sono stati scaraventati in piazza contro di te ci fanno rabbrividire. E forse ancora di più ci ha spaventato il clima di superficialità, quando non di ostilità, che vediamo tutto intorno. Non possiamo condividere l’atteggiamento dei mezzi di informazione, degli intellettuali, delle forze politiche che non hanno voluto prendere le distanze da una folla violenta e insultante.
Noi invece a quel coro disfattista non vogliamo unirci.
Quella non è Parma, non è la città moderata e moderna in cui viviamo.
Usando come miccia un episodio in cui non sei direttamente coinvolto, vogliono fare di te il capro espiatorio dello scontento, della fatica, delle difficoltà di questi anni di crisi.
Non farti spaventare. Sappiamo tutti che oggi sarebbe più facile lasciare.
Ciò nonostante, nella tua lettera, con grande dignità, hai chiesto il tempo necessario per non lasciare la città a metà del guado. E’ proprio questo l’impegno che vogliamo vedere in te.
Non è facile, lo sappiamo. Ma siamo con te.
I cittadini di Parma.
Parma, 4 luglio 2011