Rivolgiamo questo appello-petizione a tutti gli studenti, al corpo docente di qualsiasi livello precario e non ed a tutto il personale tecnico-amministrativo precario e non.
Le ingenti riduzioni di finanziamento statale rischiano di mettere in crisi il Sistema Bibliotecario dell’Ateneo di Torino. Infatti nel febbraio del 2011 scadrà l’appalto del servizio reference presso 24 biblioteche dell’Ateneo torinese: questo appalto coinvolge quasi 70 bibliotecari/e che da anni, alcuni/e da 20, lavorano fianco a fianco del personale tecnico/amministrativo interno svolgendo diversi compiti. Tra questi resta fondamentale il servizio di apertura al pubblico che viene garantito per 11 ore consecutive, nelle strutture maggiori, proprio grazie all’apporto dei cooperatori.
Se questo dovesse venir meno in toto o parzialmente le conseguenze sugli orari di apertura sarebbero immediate, riducendo un servizio già al limite rispetto alle biblioteche degli atenei europei o americani, che garantiscono spesso più di 12 ore di apertura quotidiane, comprese le aperture serali per tutti quegli studenti che lavorano o che non hanno la possibilità di raggiungerle durante il giorno.
La Gelmini, Tremonti ed il governo italiano hanno deciso di demolire il sistema formativo del nostro paese in nome della razionalizzazione e del modello economico che ci vuole tutti pronti a lavorare e studiare a qualsiasi condizione ed ad annullarci come persone.
Ad esso noi pensiamo debba essere contrapposto un modello solidale e di condivisione delle conoscenze in cui il sapere non ha nulla a che vedere con il mercato. Siamo per una ricerca libera e per una formazione ed una crescita personale senza condizionamenti.
Un paese che non investe sulla formazione dei giovani è un paese senza futuro
Un paese che non investe nella ricerca e nella conoscenza è un paese che si fermerà.
Nell’ultimo decennio il Sistema Bibliotecario d’Ateneo dell’Università di Torino, composta da più di 50 Biblioteche, è cresciuto ed ha investito soddisfare la sete di conoscenza dei docenti, ricercatori e studenti ed anche dei comuni cittadini.
L’amministrazione e il C.d.A. hanno già deciso di ridurre drasticamente l’FFO (fondo di finanziamento ordinario) riservato alle biblioteche del 50%. Questi fondi sono utilizzati per gli acquisti di libri, riviste, risorse on-line, acquisto di nuove strumentazioni e dotazioni per l’utenza e per il normale funzionamento delle biblioteche (pc, scanner etc.) e la manutenzione delle strutture. Per gli anni prossimi sono attese analoghe riduzioni di finanziamento e questo vuol dire un lento soffocamento delle biblioteche stesse poiché una struttura che non può stare al passo con le esigenze della sua utenza pian piano è destinata a scomparire od a trasformarsi in un istituzione di conservazione, più che a seguire le novità della ricerca nelle varie discipline.
Per questo noi chiediamo all’amministrazione dell’Ateneo torinese di:
1 – rifinanziare l’appalto del servizio reference tenendo conto delle integrazioni effettuate autonomamente dalle singole Facoltà (Psicologia, Medicina I e II, Agraria, Economia) e dell’aumento prezzi.
2 – rifinaziare le biblioteche eliminando i tagli sul FFO
BIBLIOCOOP Uni.TO