NON SI CAPISCE PERCHE' GLI ITALIANI ALL'ESTERO POSSANO VOTARE NELLE SEDI IN CUI SI TROVANO ED, INVECE, UN GIOVANE MERIDIONALE CHE LAVORA AL NORD D'ITALIA DEVE FARSI, ENTRO 48 ORE, ANDATA E RITORNO PER RAGGIUNGERE LA REDIDENZA PER POTER VOTARE (RESIDENZA DISTANTE ANCHE UN MIGLIAIO DI KM).
Il ridicolo "contentino" che lo Stato offre ai lavoratori in questione (60% di sconto sul biglietto ferroviario di andata e ritorno) non permette ad un lavoratore precario di lasciare/ riprendere il lavoro, per motivo elettorale, entro i reali tempi consentiti dal datore di lavoro.
Ai parlamentari che si trovano sulle loro comode poltrone grazie ai voti ricevuti dal Mezzogiorno, tutti i giovani del medesimo chiedono il diritto sacrosanto di essere forza votante attiva e, quindi, di essere messi nelle condizioni logistiche di essere tali.
CON QUESTA PETIZIONE SI VUOLE, INOLTRE, SFATARE LA FALSITA' SECONDO CUI AL SUD L'ASTENSIONE ELETTORALE E' ELEVATA: MA COME POSSONO I GIOVANI LONTANI ANDARE A VOTARE NELLE ATTUALI CONDIZIONI PERMISSIVE?!!
Apponi la tua firma per dare la possibilità di votare nella città di domicilio per i giovani che lavorano lontano dalla propria residenza. DAI FORZA AI DIRITTI DI QUELLA PARTE D'ITALIA DIMENTICATA E OLTRAGGIATA.