Considerato il fatto che in alcune province le graduatorie dei concorsi non sono ancora esaurite e che nelle GaE insistono attualmente 230.000 precari in attesa di stabilizzazione, riteniamo non sia il caso di abilitare all'insegnamento altri aspiranti docenti. Invito quindi tutti i colleghi ad inviare per email agli indirizzi sottoscritti il testo dell'interrogazione parlamentare qui riportato.
Al Ministro della Pubblica Istruzione,
Noi, precari della scuola pubblica Italiana, con la presente intendiamo far nostra l'interrogazione a Lei rivolta dai deputati del gruppo parlamentare del PD, On. Caterina Pes e On.Guido Melis in data 14 settembre 2011, nella quale cui si chiede di far luce sui diritti dei precari della scuola:
per sapere; premesso che
- Come riferito da codesto Ministero nella nota n.AOODPPR/REG:UF./n. 2008 del 10 agosto 2011, e allegate tabelle, riguardo le nuove formazioni di docenti “il 50% dell’ammontare complessivo degli aspiranti inclusi nelle graduatorie a esaurimento, il restante 50% resta appannaggio dei TFA [tirocinio formativo attivo], pur al netto degli esuberi provinciali”;
- Il Ministero spiega così, e con ulteriori specificazioni, che dal 2012, nonostante la persistenza di graduatorie ad esaurimento di docenti precari su tutto il territorio nazionale, il 50% delle disponibilità delle docenze sarà riservato a nuovi insegnanti, neolaureati o comunque neo-abilitati attraverso i nuovi corsi universitari; che inoltre questi docenti verranno formati non solo nella misura del 50% per l’immissione in ruolo loro riservata annualmente, ma in una misura superiore del 40%;
- A fronte di questa innovazione normativa permane la situazione precaria di coloro (decine di migliaia di insegnanti) che, avendo frequentato a suo tempo le SSIS (scuole di specializzazione postuniversitarie della durata di 2 anni e 3 per il conseguimento del titolo abilitante al sostegno: esattamente uguali ai nuovi corsi TFA) e/o vinto i concorsi, vedranno adesso un allungamento del doppio del tempo previsto per l’immissione in ruolo, il che lede un diritto acquisito superando le prove concorsuali;
- Ciò appare illogico, giacché la sostanziale identità dei due percorsi (quello imperniato sulle SSIS e il nuovo, incentrato sui corsi TFA) suggerirebbe di inserire i neodocenti nelle medesime graduatorie provinciali ad esaurimento esistenti, naturalmente con il punteggio spettante loro da tabelle ministeriali;
- Altresì appare insensato avviare i TFA nelle province in cui le relative GE risultano ancora ben lontane dall'esaurirsi, specie con un sovrannumero del 40% rispetto alla metà dei posti disponibili (senza contare l'ulteriore sovrannumero di circa 3000 posti).
- Se non ritenga il Ministro che la norma vigente, creando una corsia preferenziale a vantaggio dei neolaureati e/o dei nuovi formati, costituisca una condizione di disparità, danneggiando gravemente insegnanti già valutati tramite i corsi SSIS (che – si ricorda – erano validi come prova concorsuale);
- Che pur comprendendosi l’intento del Ministero di immettere nei ruoli personale più giovane e neolaureato, la persistenza di una tale palese disparità si profila come incostituzionale, prefigurando interventi in via giudiziale in favore dei danneggiati;
- Quali determinazioni il Ministro intenda adottare per correggere una tale evidente discriminazione.