Presidente Berlusconi,
lei ha preso il Milan in un'aula di tribunale e lo ha fatto diventare il Club più Titolato al Mondo, il club che, prima di tutti, ha reinventato il calcio, portando spettacolo in Italia, in Europa e nel mondo, vincendo e convincendo con il bel giuoco.
Per questo le saremo grati per sempre: lei ha fatto la storia del Milan, lei è nella storia del Milan e vi resterà per sempre.
Il Milan, come tutto il calcio, è una fabbrica di sogni, un giocattolo bellissimo di cui lei si è innamorato e con cui ci ha fatto vivere, magnificamente, in questi anni.
Ma oggi, caro Presidente, è chiaro che il Milan non la entusiasma più; la vita con i suoi cicli, la realtà con le sue urgenze, hanno preso il sopravvento: ma non faccia l'errore di mischiare sogni con realismo, fantasia con budget: no, presidente, il Milan va oltre tutto quello che è razionale, non si faccia consigliare da ragionieri improvvisati. Venda, la prego: non svenda uno alla volta tutti i campioni che, ultimi superstiti di una stirpe di formidabili atleti, animano e alimentano i nostri sogni. Venda la prego la società, a chi abbia voglia di investire contro ogni realismo, contro ogni calcolo economico per alimentare sogni.
Venda e ci faccia continuare a sognare: o, se non vende, ritorni a sognare con noi!