Chi firmera’ questo appello, lo fara’ perche’ crede fermamente in due cose.
La prima e’ che l’Italia stia andando verso il degrado sociale anche per colpa della totale mancanza di valore dato alla Cultura, intesa come sistema di conoscenze tese a creare uno spirito critico.
La seconda e’che questo vuoto intellettuale sia perpetrato dalla comunicazione di massa che adotta moduli basati sullo svuotamento delle parole (basti pensare a termini travisati quali jihad, prescrizione, moralismo, integrazione, OGM, e cosi’ via), sull’insulto, la gazzarra, sulla rilevanza culturale accreditata a iniziative di scarsa o nulla qualita’ (ad esempio il Grande Fratello premiato nel 2001 e Voyager, finanziato dal Minstero dei Beni Culturali)
Senza entrare nel merito della buona o cattiva fede degli ambienti di governo nei confronti di questa desertificazione intellettuale, ci rendiamo conto che la situazione per un paese che della Cultura ha sempre fatto il suo fiore all’occhiello e’ disarmante e preoccupante.
Anche le parole della politica, necessarie affinche’ il cittadino comprenda come operare nella societa’ civile, sono distorte e storpiate. La Costituzione della Repubblica (res publica: cosa di tutti) o i Valori Democratici sembrano concetti vuoti e ammuffiti, mentre in auge salgono l’ostentazione di potere, l’individualismo, la licenza morale, l’arrivismo, il compromesso.
CREDIAMO CHE GLI AMBIENTI DELLA CULTURA POSSANO E DEBBANO FARE QUALCOSA.
PROPONIAMO PER TANTO CHE SI TENGANO LEZIONI ALL’APERTO CHE POSSANO RAGGIUNGERE TUTTI.
L’uomo della strada che non fruisce d’altra informazione se non quella mass-mediatica difficilmente ha il tempo o la voglia di frequentare le aule delle universita’ e i convegni. Si puo’ pensare che siano semplicemente ‘affari suoi’, ma cosi’ non e’. Se il risultato finale di questa ignavia (endemica, ma anche indotta) e’ l’imbarbarimento del paese, il risultato sia avra’ anche nella macchina politica e quindi influira’ sulle vite di ognuno di noi, con i risultati che vediamo.
Una lezione all’aperto, invece, inevitabilemente incrocia la strada dei cittadini; come Maometto che va alla montagna cosi’ la cultura andarebbe alla societa’, instillando, crediamo, curiosita’, nozioni e favorira’ lo spirito critico.
I Docenti, gli Intellettuali, i Maîtres à penser che aderiranno a questo appello potranno decidere se tenere un periodo di lezioni all’aperto oppure cadenzarle durante l’anno; riunirsi in una sorta di Associazione Culturale che promuova la civilta’ e la liberta’ intellettuale, portado fuori dai ‘sacrari delle scienze’ cio’ di cui un paese ha bisogno quanto del pane: i Fatti (e gli strumeti per comprenderli).
La scelta di come operare sta ad essi e speriamo che siano in molti ad aderire.
La realta’ politica italiana e’ frutto di cio’ che la societa’ civile conosce della Storia, delle Istituzioni e dei Valori fondati del paese. Questi concetti devono proposti al pubblico pieni dei loro reale significato, altrimenti non sapremo piu’ cosa sia la realta’ e cosa sia la menzogna, cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.
Come disse H. Brougham "Education makes a people easy to lead, but difficult to drive; easy to govern, but impossible to enslave"
Grazie
Francesco Sponza