La nostra regione è composta da entità molto differenti tra loro, come storia, cultura, ed in alcuni casi anche lingua.
La politica di taglio agli sprechi attuale, che prevede soppressioni di province ed accorpamenti, sarebbe solamente deleteria, in quanto andrebbe ad eliminare dei confini etnolinguistici e culturali di realtà locali peculiarissime createsi in quasi mille anni di storia.
Senza poi contare il risultato che si andrebbe ad ottenere conferendo tutti i poteri ad un unico ente macroscopico corrispondente alla Regione.
Tagliare, razionalizzare e rendere efficiente è una cosa che si può fare, ma non è detto che l'unica via sia quella delle regioni senza province, soprattutto visto che molto spesso più un ente è grosso più è probabile che faccia casta per proprio conto, dando adito a sprechi e nepotismo, autoalimentandosi con i soldi dei contribuenti.
Inoltre, enti così colossali sono casta perché diventano indipendenti dalla realtà territoriale e dal potere dei cittadini, visto che più vasto è il bacino elettorale di un ente più è facile ignorare le piccole realtà locali.
Tutto ciò in un sistema a Province Autonome non potrebbe verificarsi perché:
1-le amministrazioni provinciali devono gestire territori (come superficie ed abitanti) molto più piccoli di una Regione, quindi uffici e personale sarebbero molto più ridotti sia come numero che come costo di mantenimento (è emblematica la differenza di stipendio tra un funzionario provinciale ed il suo omologo regionale).
Divenendo la Provincia l'unico Ente intermediario tra il locale ed il nazionale, verrebbero dunque meno anche un'enorme serie di pastoie burocratiche tipiche degli ingranaggi grandi e complessi, questo si rifletterebbe in una notevolmente maggiore semplicità e rapidità, non ché economicità, dei rapporti tra privati ed Enti Pubblici.
2-il rapporto cittadino-amministrazione pubblica è molto più diretto e le realtà particolari all'interno di una provincia sono (se ci sono) poche e numericamente consistenti, quindi è difficile che una provincia possa fare gli interessi di una maggioranza e trascurare una minoranza nel proprio territorio, visto anche che sulla base elettorale di una provincia anche la più piccola delle minoranze avrà comunque un peso non trascurabile.
Questo garantisce inoltre agli elettori un maggior controllo dell'operato della propria classe dirigente ed una capacità di intervento e partecipazione estremamente più elevata, rispetto ad organismi più grandi e maggiormente vincolati alle scelte della politica nazionale.
3-la Provincia Autonoma ha le stesse prerogative di autonomia di una Regione a Statuto Speciale (ergo anche l'autonomia legislativa), quindi i poteri derivanti dallo status dell'Autonomia applicati ad una realtà contenuta come lo è una Provincia rappresentano un potenziale enorme per l'innalzamento della qualità della vita dei cittadini e della tutela e valorizzazione delle loro lingua, storia e cultura, liberi da vincoli provenienti da enti ed interessi esterni alla realtà locale e che spesso nemmeno la conoscono.
Tra queste prerogative spicca il diritto della Provincia Autonoma ad auto-amministrare la quasi totalità dei suoi introiti provenienti dalle imposte pagate dai suoi cittadini, il che significa piena padronanza della propria ricchezza, che può venire investita in loco per il benessere della cittadinanza senza limitazioni o vincoli esterni, oltre al fatto che, questa gestione di denaro pubblico, può venire più efficacemente monitorata dalla cittadinanza affinché avvenga nei modi appropriati.
Per tanto con questa petizione si intende avanzare formale richiesta di esautorazione dell'Ente Regione a favore della creazione della Provincia Autonoma di Gorizia, della Provincia Autonoma di Pordenone, della Provincia Autonoma di Trieste e della Provincia Autonoma di Udine seguendo il medesimo modello applicato nella Regione Autonoma Trentino-Alto Adige con la riforma statutaria del 1972.