La voce dei cittadini è stata messa a tacere. In Grecia, Papandreou ha provato a indire un referendum popolare ed è stato subito rimosso da una élite economico-finanziaria che non ha tra i suoi poteri quello di interferire con la sovranità di uno Stato. In Italia, un nuovo governo ha sostituito quello precedente in meno di 48 ore, senza nessuna consultazione popolare, per imporre misure drastiche, che incidono esclusivamente sulla fascia debole della popolazione e che, soprattutto, non sono state sottoposte a nessuna discussione, a nessun dibattito, a nessun confronto elettorale. Le sovranità nazionali stanno per essere cedute in nome di un principio di unificazione che deriva dalla convinzione di pochi ma che non è espressione accertata della volontà dei molti. Si può dire che il popolo sia stato esautorato delle sue prerogative democratiche e, con la compiacenza di molti organi di informazione, sia portato a ritenere che i suoi stessi diritti siano, seppure temporaneamente, sospendibili. Tuttavia, il malcontento di una parte vigile della popolazione italiana cresce, sempre più frustrato dalla totale mancanza di rappresentanza.
Per questo lanciamo oggi, insieme, l'idea di un Referendum Salva-Italia. Un ultimo, estremo tentativo di riattribuzione dei poteri decisionali al popolo. Un grido disperato e volitivo con il quale chi è figlio di coloro che hanno dato la vita per instaurare il principio democratico lo riaffermi perentoriamente contro ogni tentativo di annacquamento. Un modo assertivo per ribadire che gli italiani non hanno bisogno di essere salvati da nessuno, ma che sono perfettamente in grado di salvare se stessi.
Firma la petizione, e poi inizia subito a scegliere:
Qui per discutere i quesiti referendari: http://bit.ly/u7p4hh
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