Ricercatori, dottorandi e studenti ad una sola voce contro il DDL GELMINI: una riforma sì ma non così.

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Pavia, 21 luglio 2010 Ricercatori, dottorandi e studenti vogliono ribadire, ad una sola voce, il loro giudizio sul DDL 1905 dalla prospettiva delle loro categorie accademiche. Già gli ultimi provvedimenti riguardanti l’Università (l. 133/08 e l. 1/09) non disegnano un assetto normativo degno di un Paese che voglia investire in un sistema universitario pubblico e di qualità. Il DDL 1905 in discussione in queste settimane in Parlamento non fa che aggravare questa situazione, senza trovare soluzioni ai problemi causati dai provvedimenti citati (che in buona misura, come noto, consistono in tagli al finanziamento del sistema universitario). Vogliamo sottolineare che la nostra contrarietà al DDL non parte da posizioni di conservatorismo dell’attuale status dell’organizzazione accademica ma, anzi, le nostre categorie sono le prime ad accorgersi di quanto sia necessaria una riforma universitaria. Rifiutiamo però questo tipo di riforma, ancora una volta a costo zero, che va ancora di più a limitare la democrazia all’interno degli organi di governance degli atenei, che mina le basi del diritto allo studio e che, nonostante le dichiarazioni dei promotori del DDL, non appare in grado di aggredire i veri mali del sistema universitario italiano. Chiediamo pertanto l’avvio di un percorso di dialogo con tutte le componenti che vivono nel mondo dell’università, per una riforma alternativa e condivisa che vada a risolvere i veri problemi dei nostri atenei. In particolare: • una riforma della governance che garantisca l’autonomia degli Atenei, il carattere pubblico dell’Università quale sede principale della ricerca scientifica e della trasmissione dei saperi, per lo sviluppo e la crescita della Nazione. Crediamo infatti che debba necessariamente essere salvaguardato il principio di rappresentatività delle varie componenti della comunità accademiche, allargandolo anche a quelle che ora non vedono garantita la loro presenza negli organi maggiori come dottorandi e specializzandi; • L’abolizione dei tagli indifferenziati al finanziamento degli Atenei, della ricerca e del diritto allo studio; al contrario, è necessario un piano di rifinanziamento anche per ottemperare agli impegni presi dall'Italia in Europa; • La rimozione del blocco del turn-over –introdotto con la legge 133/08– che impedisce l’uso delle risorse liberate con i pensionamenti per l’assunzione di nuovo personale, rendendo estremamente difficile il mantenimento degli attuali livelli di qualità della ricerca e della didattica; • La realizzazione di un nuovo piano di reclutamento nazionale con tempi e ritmi certi, trasparente e capace di rispondere alle crescenti necessità di rinnovamento generazionale del sistema universitario; • Un forte incremento del fondo per il diritto allo studio che garantisca la copertura del 100% delle assegnazioni di borse di studio a livello nazionale e la costituzione di un fondo speciale per l’edilizia universitaria teso a costruire nuove residenze studentesche e alla manutenzione di quelle già esistenti; • Per la nuova figura di ricercatore a tempo determinato, un reale percorso di tenure track ed espliciti meccanismi che assicurino la prosecuzione della carriera ai migliori; per coloro che, esaurito il contratto a termine, non riuscissero a ottenere una posizione di professore associato, percorsi di uscita ragionevoli e una valorizzazione dell’esperienza da ricercatore; nella medesima ottica, provvedimenti che consentano di valorizzare il titolo di dottore di ricerca fuori dall’ambito accademico. Tutti insieme auspichiamo che qualsiasi percorso di mobilitazione su questi temi sia affrontato unitariamente da tutte le nostre categorie e da quelle che si aggiungeranno strada facendo perché, solo con una forte unità, si riuscirà ad ottenere l’obiettivo di salvaguardare il sistema pubblico, difendere e valorizzare la figura dei docenti universitari e dei dottorandi, il diritto allo studio, la qualità della formazione italiana ed evitare l’espulsione in massa dei precari dal mondo universitario. CRUP- Coordinamento Ricercatori Universitari Pavesi UDU PAVIA- Unione degli Universitari-Coordinamento per il diritto allo studio ADP-ADI PAVIA Associazione Dottorandi Pavesi Insieme vogliamo che questo documento venga sottoscritto da tutte quelle persone, di qualsiasi categoria universitaria (anche professori associati e ordinari), che con il loro nome e cognome vogliano sostenere la protesta e palesare il proprio dissenso verso lo stato attuale del DDL.
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