RIDATECI SILVANA! Petizione sul caso di Silvana Pica: chiediamo che le indagini finalmente INIZINO!

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Silvana Pica è scomparsa da Pescara il 17 gennaio del 2012, senza lasciare alcuna traccia. Era in un momento felice della sua vita, dopo più di 10 anni di lontananza da suo figlio Lorenzo, era riuscita finalmente a recuperare un rapporto interrotto con lui da troppo tempo. Aveva passato il natale con lui, con la famiglia dell'ex marito che tutt'ora, nonostante il divorzio, la accoglieva in casa come parte della famiglia stessa. Inoltre da 5 anni aveva finalmente trovato una stabilità ad una depressione che la affliggeva da più di 25 anni, e che le permetteva di condurre una vita normale, lavorando presso la Provincia di Pescara come traduttrice. Ora di Silvana non si ha più alcuna notizia, dopo che il 17 gennaio è stata vista l'ultima volta dalla ex suocera da cui si era recata per una richiesta di ospitalità per quella notte stessa: aveva il labbro gonfio, come se qualcuno l'avesse colpita in viso. Il 16 marzo 2012 è stata rinvenuta la sua borsa a largo di Termoli, recuperata da un peschereccio, contenente i suoi documenti, trucchi e il portafoglio, da allora la Procura di Pescara stà portando avanti delle indagini sul suicidio di Silvana Pica, senza dare ulteriori risposte sui molti quesiti a cui la famiglia stessa di Silvana stà chiedendo delle risposte. Non si vagliano più le ipotesi di una possibile aggressione al suo ritorno a casa di quel 17 gennaio 2012, non si tiene neanche conto della fobia che Silvana aveva nei confronti dell'acqua, del terrore che aveva anche solo ad avvicinarsi più del dovuto al mare. Non si tiene più conto neanche dei trascorsi di Silvana; in passato aveva avuto episodi più acuti di depressione, che non l'hanno mai portata al suicidio o a atti di violenza contro sè stessa, ma la portavano al massimo ad uscire di casa, sempre lontana dal suo elemento principale di paura, il mare. Inoltre, in passato aveva avuto anche altri motivi per nuocere a sè stessa, per tentare realmente il suicidio: il divorzio dall'ex marito Vincenzo Berghella, i contrasti con la famiglia Materna, l'allontanamento da casa e la separazione dal figlio Lorenzo, ed ora che si era finalmente riunita a questo suo figlio a cui voleva tornare accanto da molti anni, perchè Silvana avrebbe dovuto tentare il suicidio? Chiediamo che le indagini proseguano, che la Procura accolga e per lo meno INDAGHI sulla memoria difensiva presentata da Lorenzo Berghella al PM Valentina D'Agostino, che perlomeno si dia una RISPOSTA alle TANTE e TROPPE domande rimaste ancora aperte sul caso di Silvana, che possano VERAMENTE motivare agli occhi di tutti quei parenti, amici e testimoni di questa vicenza, l'effettiva motivazione che avrebbe spinto Silvana, dopo 5 anni di una ritrovata stabilità psico-fisica, a tentare il suicidio. Questa raccolta firme sarà presentata alla PROCURA DI PESCARA e alla MAGISTRATURA per chiedere che VENGANO FATTE ULTERIORI INDAGINI sul caso di Silvana, che finalmente inizino ad arrivare delle RISPOSTE agli interrogativi alle DOMANDE che rimangono ancora APERTE sulla scomparsa di Silvana. Qui di seguito potrete trovare tutte le informazioni che sono state raccolte fino ad oggi, sul caso della Sparizione di Silvana, grazie anche alla trasmissione "Chi l'ha visto?": Silvana Pica, 57 anni, vive a Pescara, in un appartamento che condivide con due donne, parla fluentemente inglese e francese e lavora come traduttrice simultanea per la Provincia. E' stata vista l'ultima volta martedì 17 gennaio, quando ha fatto visita per pochi minuti alla ex suocera, alla quale è molto legata. Aveva le labbra gonfie, come per una reazione allergica o come se avesse ricevuto un colpo. Le coinquiline non hanno saputo dare notizie sul suo allontanamento. Entrato in casa della donna per un sopralluogo con i carabinieri, il figlio ha trovato nella sua camera in disordine le sigarette che fuma (marca More, al mentolo, di colore marrone, lunghe e sottili) e i farmaci necessari per la sua terapia. Non guida e non possiede un'auto. La porta della camera di Silvana Pica non era chiusa. Le chiavi erano inserite nella toppa, dall’interno. Nella stanza “Chi l’ha visto?” ha trovato una guida per lavorare in Francia, con molte sottolineature fatte con un evidenziatore. Una delle due coinquiline romene ha riferito di aver visto la donna alle 15 del 17 gennaio. Le avrebbe confidato che aspettava con apprensione il 19 gennaio, data in cui il figlio avrebbe dovuto sostenere un esame all’università. Anche lei ha notato che Silvana Pica aveva il labbro inferiore molto gonfio, come per un’allergia. La ex suocera di Silvana Pica ha raccontato che nella sua breve visita, alle 18 dello stesso giorno, lei le aveva chiesto poter restare a dormire, cosa che non era possibile. Due giorni dopo la scomparsa, il figlio di Silvana Pica, con il quale aveva riallacciato da pochi mesi un rapporto dopo anni di lontananza, avrebbe sostenuto uno degli ultimi esami universitari prima della laurea. Un appuntamento la donna attendeva e che non avrebbe certamente mancato. Era un periodo felice, per lei, e per questo il cognato ritiene che il suo non sia stato un allontanamento volontario: “Era una donna felice e appagata e a questo punto bisogna indirizzarsi verso una modalità di ricerca completamente diversa. I carabinieri dovrebbero aprire un fascicolo per verificare che dietro questo allontanamento non ci sia qualcosa di più grave”. Anche chi l’ha frequentata durante le festività natalizie, la ricorda serena e socievole. Sarebbe apparsa invece più preoccupata dopo capodanno, ma nessuno sa spiegarne le eventuali ragioni. Il 19 gennaio era prevista un’udienza della causa civile con l’ex marito. Il legale che da molti anni cura i suoi interessi nel procedimento ritiene improbabile un allontanamento improvviso. Né la suocera né la coinquilina, che hanno visto Silvana Pica il giorno della sua sparizione, hanno riferito di un gonfiore anche alla lingua o di uno strano modo di parlare. Per questo secondo i testimoni la tumefazione potrebbe avere un’origine traumatica e non allergica. Alle 18 la donna potrebbe essere tornata a casa sua, dall’altra parte della città. Le sue chiavi sono state ritrovate all’interno della camera. I familiari ipotizzano che quel giorno Silvana Pica cercasse di fuggire da qualcosa di indesiderato o pericoloso. “Alle ore 18 questa donna esce con il suo trolley da casa di mia madre e sparisce nel nulla? Nessuno la vede? Per me poteva aver avuto un appuntamento indesiderato, dal quale era scappata chiedendo ospitalità a casa di mia madre”, ritiene l’ex cognato. A ottobre Silvana Pica si era riavvicinata al figlio ed era iniziato per lei un periodo di serenità, culminato in un Natale celebrato con lui per la prima volta dopo molti anni. Il 13 marzo del 2012 i carabinieri di Pescara hanno consegnato al pm Valentina D’Agostino una memoria scritta dal figlio di Silvana Pica. Il giovane chiede alla Procura di aprire un fascicolo per sequestro di persona o omicidio. L’ex cognato di Silvana Pica si è appellato ai suoi concittadini pescaresi per informazioni utili: “Le strade a quell’ora sono piene di gente. C’è shopping, gente che rientra dal lavoro, gente che rientra con famiglie. Possibile che nessuno abbia visto questa persona che si distingueva per un’andatura particolare, per un’altezza considerevole e per il trolley nero che portava?”. Ha ipotizzato inoltre che la donna possa aver fatto un incontro indesiderato nel pomeriggio del 17 gennaio, prima di chiedere asilo a casa della ex suocera. Tornata a casa sua, avrebbe cenato e in seguito potrebbe essere stata chiamata da qualcuno o aver ricevuto una visita. Una commessa di una gioielleria del centro di Pescara ha detto che a fine dicembre 2011 Silvana Pica si era informata per l’acquisto di un orologio da regalare al figlio, riservandosi di tornare con lui per scegliere insieme il colore. Il figlio è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione per raccontare gli esiti di un nuovo sopralluogo dei carabinieri a casa della madre nel corso del quale sono stati trovati documenti su un deposito bancario di 35.000 euro, carte di credito e il computer portatile. “Non ci sono elementi che ci portino a pensare che si tratti di un allontanamento volontario o di un suicidio – ha dichiarato -, proprio per il fatto che mia madre era in un momento particolarmente felice della sua vita, dovuto al riavvicinamento con me dopo molti anni di lontananza non dovuti alla nostra volontà. Per questo rivolgo un appello ai carabinieri e alla Procura di Pescara affinché seguano esplicitamente le piste dell’omicidio o del sequestro di persona”. Il 16 marzo 2012 Un peschereccio nella serata di ieri ha riportato a riva la borsa di Silvana Pica. Dentro c’erano il portafogli, con i documenti della donna, denaro e una trousse. La borsa è rimasta impigliata in una rete al largo della costa tra San Salvo e Termoli. Fonte: http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-90c30302-5dc7-47c1-b51a-5911d9888f50.html Chi l'ha Visto? - Scheda di Silvana Pica
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Procura di Pescara, Magistratura di Pescara
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