RIFORMA COSTITUZIONALE? ANCHE NO!
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Meno rappresentanza parlamentare.
Più potere al governo
1- Il nuovo Senato composto da 100 membri, sicuramente poco autorevole e prestigioso, dotato di poteri ambigui, non eletto direttamente dai cittadini, in mano ai localismi regionali e delle principali città italiane, con cinque membri nominati dal Presidente della Repubblica.
Questi nuovi senatori saranno coperti da immunità parlamentare. Il risparmio economico reale sarà modesto (la macchina del Senato resta immutata).
2- Il potere legislativo fondamentale lo avrà la Camera dei Deputati, che non sarà modificata dalla riforma (sempre 630 deputati). Solo la Camera darà la fiducia al governo ed avrà un ruolo fondamentale nell’elezione del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale. Il Governo potrà orientare fortemente il lavoro del Parlamento.
3- Non è affatto certo che, a causa della complessità del nuovo processo legislativo previsto dall’illeggibile art 70, si realizzerà una semplificazione dei lavori parlamentari ed un loro snellimento. Autorevoli studiosi pensano che avverrà il contrario.
4- Vengono ridefinite le competenza fra Stato, Regioni ed Enti Locali (abolite definitivamente le Provincie), con uno spostamento forte a favore dello Stato.
Allontanamento dei cittadini dal centro della decisione politica
5- Il cittadino elettore viene allontanato dal centro delle decisioni. Né sarà sufficiente la previsione, solo astratta, senza gambe concrete attuative, di un più favorevole iter parlamentare delle proposte di legge di iniziativa popolare (per presentare le quali, questo è ben chiaro, occorreranno 150.000 firme e non 50.000 come ora). Le firme per indire un referendum passeranno da 500.000 a 800.000.
6- Se dovesse essere applicata la nuova legge elettorale “Italicum”, il potere del partito dominante (magari con una percentuale di voti ben al di sotto del 40%, diventerebbe enorme, del tutto inaccettabile per una democrazia.
7- Viene abolito il Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). Si poteva fare in pochissimi mesi, con un consenso amplissimo.
8- Nella stesura del quesito referendario sulla scheda si è riportata, furbescamente, la dicitura della legge, che appare del tutto fuorviante per l’elettore in quanto non neutra ma del tutto sbilanciata per il si.
9- Il metodo scelto di approvazione forzata della riforma da parte della sola attuale (e variabile) maggioranza parlamentare, dietro forte spinta del Governo, non ha garantito
serietà e profondità al testo approvato, provocando forti fratture nel Parlamento e nel Paese, il contrario di quello che dovrebbe fare una riforma costituzionale che vuole guardare al futuro.
Una riforma confusa, pericolosa, scritta male e che crea divisione.
26 Settembre 2016
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