Matteo Renzi nella sua lettera aperta propone una riforma del cd. Terzo Settore improntata anche all'introduzione di pericolosi elementi commerciali e di ricerca di profitto economico.
Di seguito alcune considerazioni scaturite dalla lettura del testo completo che può essere consultato all'indirizzo internet:
http://www.governo.it/GovernoInforma/documenti/LINEE-GUIDA-RIFORMA-TERZO-SETTORE_20140513.pdf
Renzi afferma a pagina 2 quale premessa:
"Occorre però anche sgomberare il campo da una visione idilliaca del mondo del privato sociale, non ignorando che anche in questo ambito agiscono soggetti non sempre trasparenti
che talvolta usufruiscono di benefici o attuano forme di concorrenza utilizzando
spregiudicatamente la forma associativa per aggirare obblighi di legge."
Successivamente propone però a pagina 5:
"12) previsione di forme limitate di remunerazione del capitale sociale;"
Riteniamo che ciò comporterebbe uno svilimento dei principi che sono alla base delle associazioni di volontariato del cd. "terzo settore".
Pensiamo invece che, remunerando il capitale sociale, la ricerca del profitto che ne scaturirebbe, andrebbe necessariamente a discapito del livello qualitativo ed umano con il quale tali associazioni svolgono attualmente le attività di utilità sociale previste nei loro statuti.
A pagina 4 inoltre si propone: "4) istituzione di una Authority del terzo settore;".
Non vediamo l'opportunità di istituire l'ennesima authority in considerazione dei costi che comporterebbe.
Renderemmo piuttosto obbligatorio l'iscrizione in una sezione speciale del Registro Imprese tenuto dalle Camere di Commercio, considerando peraltro che le cooperative sociali rispettano già in larga misura tale obbligo.
Inoltre, in un'ottica di potenziamento dell'investimento di capitale nel cd. "terzo settore", si rende indispensabile iscrivere tutte le associazioni in un registro efficiente e costantemente aggiornato.
Attenzione, la consultazione sarà aperta dal 13 maggio al 13 giugno 2014. Nelle due settimane successive il Governo predisporrà il disegno di legge delega che sarà approvato dal Consiglio dei Ministri il giorno 27 giugno 2014.
Opponiamoci allo stravolgimento dei principi con i quali sono nate le associazioni "no profit", firmando questa petizione e scrivendo all'indirizzo terzosettorelavoltabuona@lavoro.gov.it