Alla direzione generale di Trenitalia:
la soppressione dei vecchi treni notte lungo le tratte che collegano il nord al sud Italia, presentata come un "taglio di rami secchi", ha comportato:
- l'aumento spropositato (fino oltre il 50%) del prezzo del biglietto laddove si scelga di utilizzare i treni Frecciarossa, a fronte di un modesto accorciamento dei tempi di viaggio;
- l'aumento dei tempi di percorrenza, laddove si scelga di utilizzare gli Intercity;
- l'introduzione, lungo il tragitto, di cambi, scomodi per orario ed, in generale, per chiunque viaggi con bagagli pesanti.
Le conseguenze di una siffatta politica saranno, prevedibilmente, l'abbandono del collegamento ferroviario in favore di quello aereo (con conseguente aumento delle emissioni di CO2 in un momento in cui gli sforzi vanno generalmente verso una loro riduzione), assieme ad un aumento delle spese di viaggio ed a una diminuzione della comodità per i passeggeri superstiti.
Chiediamo pertanto il ripristino dei vecchi treni notte sulle tratte suddette. Se è vero che tale servizio è, in generale, antieconomico durante alcuni periodi dell'anno, è altrettanto vero che in certi altri (segnatamente le festività comandate) il bilancio dello stesso è assolutamente positivo: in un'ottica di razionalizzazione del servizio, i treni notte andrebbero ripristinati secondo le vecchie modalità quantomeno nei periodi suddetti.
Osserviamo infine che una errata gestione del trasporto ferroviario in Italia ha comportato la fuga dei passeggeri laddove, in tutti i principali paesi europei, il loro numero è in sensibile aumento.