salviamo il parco sociale a Cosenza !

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Via l’amianto dalla città Il Parco Sociale resta qua! Situato nei capannoni delle Ex officine delle Ferrovie della Calabria nella Città di Cosenza il Parco Sociale rappresenta una molteplicità di luoghi di solidarietà, socialità e incontro. In questi giorni esso è oggetto di una un’ordinanza di sgombero (Reg.Gen.Ord.n.46/2012) emessa dal comune di Cosenza. L’Area del Parco Sociale è frutto di una lenta azione di recupero dal degrado da parte di tante realtà associative, culturali e di volontariato che lavorano nel silenzio e nella gratuità, costruendo circoli virtuosi e buone pratiche. Qui offriamo una breve cronistoria. Tantissime le iniziative avviate dal 2005 ad oggi: ricordiamo che le associazioni presenti nell’Area hanno partecipato alla gestione della cosiddetta emergenza Rom: famiglie rumene evacuate dal greto del fiume Crati ed accolte negli stessi locali dell’Area. Tutti/e hanno lavorato a fianco delle istituzioni competenti che in tal modo sono venute a conoscenza della loro presenza e della qualità del lavoro svolto. Anche gli organi di stampa ne hanno dato giusto risalto. Questo riconoscimento pubblico e istituzionale ha rappresentato un momento politico importante. Nel 2008 il comune di Cosenza, ha istituito “UrbanLab” laboratorio di progettazione partecipata in cui tutte le realtà presenti nell’Area insieme a quelle che collaborano o usufruiscono delle sue strutture, sono state convocate affinché producessero una relazione sulle attività svolte. Da tale proficua interazione con le istituzioni è emerso un progetto esposto alla presenza del Sindaco della città. Le associazioni, pur non abbassando il livello del proprio impegno e il volume delle attività messe in campo con competenza e generosità, hanno cercato anche di risolvere le questioni legali e logistiche legate alla sede in cui operano: l’Area è stata rivalutata con il lavoro gratuito di molti volontari/e ed è diventata bene comune della città di Cosenza. Avendo cercato ma non ottenuto risposte formali in seguito ai vari incontri informali con i funzionari delle Ferrovie della Calabria, le associazioni dell’Area hanno inviato comunicazioni ufficiali chiedendo un incontro risolutivo al fine della regolarizzazione della loro posizione. Hanno scritto anche all’Assessore al Patrimonio della Regione Calabria: nulla è stato lasciato intentato nella volontà di affrontare e risolvere tali questioni. Nel 2011 la Procura della Repubblica avvia, tramite l’ASL, gli accertamenti sullo stato dell’amianto: alcune associazioni dell’Area vengono convocate in procura come ‘persone informate dei fatti’. In tale occasione viene presentato un Dossier riguardante tutte le attività svolte a partire dal 2005. Le associazioni si dichiarano disponibili a contribuire, per quanto possibile, alla bonifica dell’amianto stesso. Durante la campagna elettorale quasi tutti i candidati a sindaco hanno enunciato i loro intenti circa il futuro dell’Area esponendo la volontà di sostenere le numerose attività sociali nate in questi anni. L’attuale sindaco Arch. Mario Occhiuto dopo la sua elezione, ha voluto avviare un laboratorio di progettazione partecipata, manifestando una reale volontà di voler mantenere l’Area Parco Sociale come luogo per le associazioni e le realtà. Queste lavorano e partecipano a tavoli istituzionali sia per le attività che svolgono quotidianamente sia per le emergenze che ci sono state nella città bruzia. Di seguito sono esposte, in maniera esemplificativa, le attività che quotidianamente vengono svolte nell’Area: attività di supporto scolasti per i bambini rom rumeni; attività di supporto legale e disbrigo pratiche per immigrati; corsi di lingua italiana per Rom e immigrati/e; raccolta e distribuzione abiti usati; riciclo e riuso di mobili e suppellettili; mercatino equo e solidale; sala Internet gratuita realizzata con hardware riqualificato; attività di sensibilizzazione e di educazione allo sviluppo; distribuzione banco alimentare; centro di ascolto permanente; dormitorio per migranti; bottega del commercio equo e solidale; attività con ragazzi diversamente abili; sostegno a fasce marginali e carcerati/e; attività culturali e artistiche (presentazione libri, teatro, concerti e molto altro). Come evento straordinario si ricorda l’impegno dell’Area durante “Fiera InMensa”. Sono stati offerti, per il sesto anno consecutivo, accoglienza, cibo, servizi vari e socialità alle centinaia di migranti che arrivano in città per la fiera di San Giuseppe, con la partecipazione ed il coinvolgimento di decine e decine di volontari. Altre iniziative sono in cantiere per il rilancio dell’Area: un luogo che era dismesso e abbandonato è stato reso vivibile e disponibile dall’attività di volontari, giovani, intellettuali, artisti – ed ha offerto servizi, soprattutto alle fasce più deboli della città. Tutto questo è stato possibile attraverso l’entusiasmo, il lavoro gratuito e l’auto finanziamento. Ma oggi le stesse persone che hanno restituito alla città questi spazi vengono trattate alla stregua di pericolosi delinquenti da perseguire: occupanti abusivi! Da tempo è stato sollevato il problema dell’esistenza di amianto sfibrato nel quartiere dove sorge il Parco Sociale, così come nella città intera: una questione urgente di salute pubblica che riguarda tutti gli abitanti della zona. Sono state organizzate iniziative di informazione ed incontri di cittadini/e con esperti anche all’interno dell’Area (dove è presente amianto, seppur in condizioni migliori rispetto ad altre abitazioni circostanti nel quartiere). Per ciò che riguarda l’Area Parco Sociale tutte le realtà e associazioni intendono sollecitare la rimozione dell’amianto – che a detta dei tecnici può avvenire in pochi giorni e senza alcuna evacuazione. Gli stessi, inoltre, si dichiarano disponibili all’individuazione delle migliori soluzioni possibili anche in chiave eco-sostenibile. Tuttavia appare necessario affrontare la questione dell’amianto anche nel resto del quartiere e della città con chi è istituzionalmente responsabile della salute della cittadinanza. Le associazioni e i singoli cittadini firmatari di questo appello chiedono al Prefetto della nostra Provincia ed al Sindaco della nostra Città di istituire con urgenza una tavola di discussione per trovare una soluzione condivisa e partecipata riguardo la salvaguardia della salute pubblica e la difesa di uno spazio comune di convivenza e di civiltà! Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare all'Assemblea Pubblica che si terrà Giovedì 21 Giugno alle ore 17:30 presso le Ex Ferrovie della Calabria tra Viale Mancini e Via Popilia Firmiamo l’appello, esprimiamo solidarietà!
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