Seborga è di fatto un piccolo comune situato geograficamente a nord di Bordighera, nell'entroterra libera.
Fondata nel 954, nel 1079 divenne il primo e unico esempio al mondo di Principato cistercense (retto cioé da monaci), status che ha mantenuto fino al 29 gennaio 1729, quando, pur mantenendo l'indipendenza, divenne un protettorato personale dei Savoia (che mai si fregiarono del titolo di Principi di Seborga); da allora, tuttavia, non sono stati più eletti principi. Seborga non è mai stata annessa, dunque, al Regno d'Italia (addirittura Mussolini, nel 1934, ne riconobbe l'indipendenza, affermando che "sicuramente Seborga non appartiene all'Italia") e il suo nome non comparve nemmeno nell'elenco ufficiale dei comuni da annettere alla Repubblica Italiana. Dunque Seborga sarebbe già de jure indipendente, ma di fatto l'amministrazione è italiana.
A Seborga, però, la gente continua a sperare... Dal 1963 è ripresa l'abitudine di eleggere un principe (che oramai è un laico che è sostanzialemente un pretendente al trono e non ha potere effettivo), il popolo ha votato degli Statuti Generali, ha eletto dei governi, ha affisso alle proprie auto delle targhe, ha adottato (col valore simbolico di buono) una moneta locale chiamata Luigino e dei francobolli. E' stata istituita una Commissione per il Riconoscimento del Principato, che ha presentato il suo caso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a Strasburgo e al Tribunale Internazionale dell'Aja; entrambi i provvedimenti sono attualmente pendenti, soggetti a continui ed estenuanti rinvii.
Siamo dell'idea che serva un segnale dal basso e proponiamo la presente petizione, volta alla raccolta di 500.000 firme per la richiesta di un referendum per legittimare una volta per tutte la giusta voglia di indipendenza di questo splendida terra!