Sostegno economico alle famiglie nei procedimenti di adozione nazionale e internazionale

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Le procedure di adozione internazionale seguono le regole previste dalla L. 184 /1983 (come modificata dalla legge 149/2001), in materia di adozioni nazionali, richiedendo il possesso dei medesimi requisiti di cui all’art. 6, riguardanti l’età, lo stato familiare dei coniugi e l'idoneità. La complessità e le difficoltà di un’adozione internazionale sono, tuttavia, molto maggiori rispetto ad una adozione richiesta in ambito nazionale. Le coppie che decidono di adottare bambini residenti in altri Stati, come noto, devono farsi carico di difficoltà e disagi enormi, specie dal punto di vista logistico e finanziario, che variano, anche di molto, in considerazione del Paese di appartenenza del minore. In particolare, nel caso delle adozioni extra UE, i costi lievitano considerevolmente, anche in ragione dei periodi di lungo soggiorno in tali Paesi, di cui i futuri genitori devono farsi necessariamente carico. Il numero delle adozioni internazionali è cresciuto considerevolmente in questi anni, consentendo di sottrarre a situazioni di grave disagio ed indigenza un numero sempre maggiore di bambini. L’Italia è uno dei Paesi al mondo con il più alto tasso di adozioni internazionali; tuttavia, in quest’ultimo periodo, gli effetti di una crisi economica devastante iniziano a far sentire il loro peso, scoraggiando, se non addirittura impedendo, a molte coppie di avviare l’iter di adozione internazionale vista anche la inesistenza o quantomeno, la insufficienza di qualsiasi forma di sostegno economico messa in atto dallo Stato, in quanto tale,.a favore di coppie che decidano di impegnarsi in una scelta di così alto valore sociale, Per quanto riguarda poi l'accesso al credito di istituti privati, anche qui, salvo rarissime e localizzate eccezioni, esso è possibile a tassi comunque non eccessivamente convenienti e certamente non accessibili a tutti, essendo l'erogazione di finanziamenti legati ad un procedimento di adozione, comunque vincolato all'esistenza di determinate garanzie: in pratica, tale accesso è negato a chi non è titolare di un rapporto da lavoratore dipendente ma si presenta come libero professionista o titolare di impresa perché gli Istituti di Credito, ancor più nella contingenza di questa crisi economica, non intendono rinunciare alla tutela offerta dalla busta paga del richiedente. In molti casi però, lo Stato è venuto in soccorso delle idee, dello sviluppo, della volontà delle persone di crescere, di portare avanti i propri progetti di vita, anche senza essere in grado di fornire garanzie di tipo economico a copertura delle loro iniziative: con il “prestito d'onore”, per esempio, lo Stato concede, a soggetti che non posseggono alcun tipo di garanzia economica, di poter finanziare progetti che richiedono impegni finanziari molto più gravosi ad un costo minore di quello richiesto ad una famiglia adottiva. Alla luce di quanto sopra, si ritiene necessaria un'opera di sensibilizzazione nei confronti, in primo luogo, di questo Governo affinché intervenga a sostegno delle coppie in possesso dei requisiti di ordine psico-fisico e morale previsti dalla legge per l’adozione, che pur tuttavia potrebbero essere invalidati da una condizione di reddito che non permetta loro di affrontare serenamente tale impegno economico, prendendo l'impegno di trovare, in tempi brevi, una soluzione a questo grave problema di ordine sociale che comporti, di fatto, una abolizione o quantomeno forte riduzione dei costi, diretti e indiretti, sostenuti a fronte di un percorso di adozione internazionale o, in subordine, che quantomeno si possa intervenire parametrando gli interventi di sostegno economico in ragione del reddito delle coppie richiedenti. In secondo luogo, ci rivolgiamo ai banchieri, ai Presidenti degli Istituti di Credito e degli organismi finanziari, affinché rendano possibile a tutti i soggetti riconosciuti idonei dalla Legge di poter usufruire di crediti fortemente agevolati finalizzati alla realizzazione di un progetto di adozione. Chiediamo che lo Stato e chi, da privato, ha la possibilità e l'autorità di intervenire a sostegno di queste famiglie, sia disposto a scommettere anche sulla loro onorabilità, come ha avuto il coraggio di fare per altri soggetti
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83. Roberto Bellodi | Sottoscrivo questa petizione
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61. Massimiliano Pietri | Sottoscrivo questa petizione
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60. Serena Caldarelli | Sottoscrivo questa petizione
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Destinatario della petizione:
Ministro dell'Economia e delle Finanze Dott. Vittorio Grilli Via XX Settembre 97 00187 Roma, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Dott.sa Elsa Fornero Via Veneto 56 00187 Roma, Min
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