Sparatoria Palazzo Chigi: la politica deve prendersi le sue responsabilità.
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La disgrazia di ieri a Palazzo Chigi ci ha scosso tutti.
Troppe volte, in casi come questi, ci siamo abituati a parlare di squilibrati. Anche in questa drammatica occasione, questa parola è stata fatta subito circolare ma la verità è molto diversa.
Luigi Preiti quando si è reso conto che non era possibile raggiungere alcun politico, ha scaricato la sua pistola contro i carabinieri. Ha agito con lucidità, mosso dai drammi sociali che lo hanno sconvolto. Chi lo conosce, suo fratello, la sua ex moglie, dicono che "non é uno squilibrato, non è un malato mentale, non è un terrorista, ma un bravo lavoratore, un ragazzo intelligente, in gamba". Non sono squilibrati coloro che ricorrono a gesti estremi, si uccidono i lavoratori che restano disoccupati, imprenditori che falliscono. Non trovano altra via di uscita alla disperazione, alla rabbia, che il suicidio. Oppure prendono di mira chi ritengono causa delle loro disgrazie. Il magistrato che ha interrogato Preiti dice:"E' un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto ritornare in famiglia. Era disperato. In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri". Su questa frase dobbiamo riflettere tutti. In primo luogo i politici, non usando più questa parola "squilibrato" e che li scarica da ogni responsabilità.
La politica deve assumersi le sue responasibilità e con lei tutte le persone che ne fanno parte.
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