La nuova tassa sui permessi di soggiorno è il regalo a scoppio ritardato degli ex ministri Maroni e Tremonti agli immigrati. Sarebbe però quanto meno ingenuo sperare che il governo Monti ci rinunci, impegnato com’è a raschiare il fondo del barile per rimettere in sesto i conti pubblici.
Cinque milioni di immigrati regolari costretti a pagare periodicamente da ottanta a duecento euro per rimanere in Italia sono una gallina dalle uova d’oro, una vacca da mungere senza paura che gli italiani, già tartassati dalle misure anticrisi, storcano ulteriormente il naso. Qualcuno magari penserà pure: “Giusto che facciano sacrifici anche loro”.
A troppi italiani però sfugge che gli immigrati i sacrifici già li fanno tutti, perche pagano e pagheranno anche tutte le altre stangate. Chissà poi quanti sanno che razza di servizio, con la nuova tassa, i titolari di un permesso di soggiorno pagheranno così caro.
C’erano i sei miliardi di Irpef versati ogni anno e ci saranno tutte le tasse delle nuove manovre, comprese quelle che colpiranno soprattutto gli immigrati, come la patrimoniale sugli immobili all’estero dei tanti che, con i sacrifici fatti qui, hanno comprato casa in patria. Ora arriva l’esoso contributo per il permesso di soggiorno.
Troppo facile, troppo ingiusto, continuare a spremere docili contribuenti ai quali non si renderà conto alle prossime elezioni.
(Fonte Stranieriinitalia-Elvio Pasca)