STOP ALLE RETI DA POSTA SOTTOCOSTA A TARANTO (e non solo)
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Nel corso degli anni sono stati emanati alcuni decreti che avrebbero dovuto porre dei paletti alla pesca professionale al fine di salvaguardare l'ecosistema marino favorendo la proliferazione delle specie ittiche e contenendo/evitando la loro estinzione, garantire pari diritti e opportunità ai pescatori sportivi dalla costa e portare a zero o quasi il rischio di annegamento di pescatori subacquei e bagnanti.
Le reti da posta fissa sono, come definito dal Decreto Ministeriale del 10 giugno 2004, quelle reti ancorate al fondo marino, destinate a recingere o sbarrare spazi acquei, allo scopo di ammagliare pesci, crostacei e molluschi che vi incappano.
E' facile capire che, come in qualsiasi altra attività lavorativa, ognuno non può fare quel che vuole. Esistono diritti ma soprattutto doveri. Di seguito si riassumono le caratteristiche che una rete da posta deve avere e dove può essere posizionata:
1) Le reti da posta devono essere munite di segnali costituiti da galleggianti di colore giallo, distanziati fra, loro non più di 200 metri;
2) Le estremità dell'attrezzo debbono essere munite di galleggianti di colore giallo con bandiere di giorno, e fanali di notte, dello stesso colore; tali segnali debbono essere visibili a distanza non inferiori a mezzo miglio;
3) È vietato collocare reti da posta ad una distanza inferiore a 220 metri della congiungente i punti più foranei, naturali o artificiali, delimitanti le foci e gli altri sbocchi in mare dei fiumi o di altri corsi di acqua o bacini;
4) E' consentito l'impiego delle reti da posta fisse purche' la superficie complessiva non sia superiore a 20.000 mq ciascuna;
5) Le dimensioni delle maglie non devono essere inferiori a mm. 20 e le reti devono essere dotate dei prescritti segnali ( nessuna limitazione è stabilita per le dimensioni delle maglie delle reti adibite alla pesca di sardine o di acciughe ).
Se sei un pescatore sportivo o ricreativo sai che tutti questi punti non trovano riscontro positivo nella vita reale e che, nonostante l'esistenza di documenti e autorità competenti che dovrebbero assicurare il pieno rispetto della legislatura in materia di pesca e sicurezza, niente e nessuno è tutelato.
Se sei invece una persona premurosa che si definisce amante del mare devi sapere che il corso degli eventi insegna che si può perdere la vita in una rete posizionata a 10-15 metri dalla costa e che ogni giorno che passa le nostre acque si impoveriscono.
Parlando specificamente della situazione a Taranto non si può che scaricare il 95% della responsabilità alla Capitaneria di Porto di Taranto che DA ANNI PERMETTE QUESTO SCEMPIO NONOSTANTE LE INSISTENTI SEGNALAZIONI. Esistono dei doveri per tutti ed è tempo di dare il giusto peso a una delle problematiche più importanti di questa città.
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