In questi giorni siamo chiamati a rispondere tutti, docenti, allievi, dirigenti, alle difficoltà di un periodo storico complesso, pieno di incertezze sul futuro.
Il Ministero dell’Università e della ricerca Scientifica chiederà, secondo le ultime direttive, di giustificare, motivare ogni contratto di lavoro nell’ottica di un risparmio, sempre più incomprensibile,visto che sarà ancora una volta fatto sulla testa di una scuola sempre più precaria, sfinita e moribonda.
Di fronte a questa situazione Rodi, che copre un territorio vastissimo (La provincia di Foggia è fra le più grandi d’Italia ) si trova continuamente a fronteggiare, cercare di respingere da anni l’assalto politico e culturale di una pericolosa teoria disfattista che fa del risparmio una sorta di “bandiera” ma che è, nella realtà dei fatti, soltanto una finta economia, insufficiente e patologica che cinicamente si accanisce sui più deboli, e di un teorema culturale che mette in parallelo la qualità con l’area geografica. Su queste tesi forse otterranno, ma ci batteremo fino all’ultimo affinché questo non accada, un miserabile risparmio a fronte di una perdita, in termini intellettuali, culturali e umani, incalcolabile.
Qualora queste logiche prendessero piede nel nostro conservatorio, qualora fossero applicate, le conseguenze sarebbero devastanti. Ricordiamo che Rodi nasce come presidio culturale in un territorio senza grandi alternative, e senza grandi traguardi
Il Ministero non chiede direttamente di tagliare il corso di didattica ma di giustificare i due corsi di didattica di Rodi e Foggia.
Noi chiediamo di non serrare gli occhi di fronte alla didattica della musica, perché questo significherebbe regredire in modo ottuso rispetto ad una delle esigenze più importanti e vitali per tutti i musicisti, perché tutti impegnati, alla fine, alla responsabilità dell’insegnamento.
Noi chiediamo di restare al passo dalle realtà musicali europee e internazionali dove la Didattica della musica è, come per esempio nel Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Paesi pionieri e grandi sostenitori di questa materia, un assoluto punto fermo e indispensabile per ogni istituzione musicale. Chi dovrebbe dunque fermare tutto questo? Uno o più funzionari di turno incapaci di comprendere l’importanza delle nostre discipline? Oppure soltanto in male fede, perchè non vogliono credere, chissà per quale motivo… nella didattica? Chiediamo, con tutta la convinzione possibile, di non alienare, di non rinunciare al corso di didattica di Rodi.
Tuttavia il numero di allievi ( n.7 per il triennio di didattica), non permetterebbe legalmente nessuna cancellazione, o trasformazione delle cattedre del nostro corso, e legittimano, queste nuove iscrizioni, ancor di più la nostra presenza in questo territorio, visto che la sede centrale di Foggia ne ha soltanto 3.
21 Giugno 2012