Il trasporto ferroviario regionale in Calabria presenta livelli di degrado molto gravi. I dati di fatto rivelano una situazione al limite della sopportazione per i cittadini: l’obsolescenza della linea ferroviaria ionica, attestata su bassi livelli di servizio e non interessata da investimenti significativi ormai da decenni, la fragilità degli assi trasversali Ionio-Tirreno, l’impoverimento e la decimazione continua delle linee ferroviarie a scartamento ridotto, un parco veicolare modesto, vetusto e fatiscente, l’assenza di servizi dignitosi sia sula breve che sulla lunga percorrenza in termini di treni, orari, frequenze, informazione, assistenza al viaggiatore. La qualità e quantità di servizi di trasporto sono ormai tali da dissuadere l’utenza dall’affrontare un viaggio in ferrovia, tanto in ambito locale, quanto in ambito interregionale; mancano servizi di collegamento diretti distribuiti nell’arco della giornata fra le città capoluogo di provincia, alcuni treni sono sovraffollati e scomodi, altri possono essere assimilati a treni da terzo mondo per la qualità del materiale rotabile, per le scarse condizioni igieniche, per l’insicurezza percepita dai viaggiatori, per parametri di affidabilità e regolarità di servizio.
Cambiare è possibile. Si rivendica il diritto a servizi ferroviari su standard europei; ed in particolare:
- l’acquisto e l’attivazione d’esercizio di nuovo materiale rotabile (15 nuovi treni regionali);
- la riqualificazione dell’intera linea ionica;
- interventi specifici sulle trasversali Ionio-Tirreno e su alcuni nodi di raccordo al fine di dar vita ad un sistema metropolitano regionale a maglie; in questo contesto è ritenuta strategica la trasversale Catanzaro – Cosenza delle Ferrovie Calabre (adeguamento dell’armamento e del profilo plano-altimetrico, riduzione drastica dei tempi di percorrenza, per renderla competitiva e salvaguardare i collegamenti con le aree interne);
- il recupero pieno delle FC nell’area della Piana di Gioia Tauro, con funzione di linee di forza nella dinamica della mobilità comprensoriale;
- il potenziamento del servizio di trasporto passeggeri sullo Stretto, mediante nuova flotta di navi veloci, frequenze sostenute, traghetti Ro-Ro in grado di ospitare treni regionali, senza scomposizione e manovre in porto;
- il recupero funzionale e sociale delle stazioni e potenziamento di alcuni nodi strategici per l’interscambio modale;
- nuovi programmi di esercizio e orari coordinati, assumendo il trasporto ferroviario come gerarchicamente dominante rispetto ai servizi di trasporto pubblico su gomma; attivazione di servizi ferroviari navetta per il raccordo rapido e confortevole tra comprensori ionici (Locride, Crotonese, Sibaritide) e nodi strategici della linea tirrenica primaria (Reggio C., Lamezia T., Paola), servizi navetta integrativi su corridoi costieri, servizi proporzionati per dare risposta alla domanda di mobilità Sud-Sud (Sicilia-Calabria-Basilicata-Puglia);
- il mantenimento e il potenziamento dei servizi sia sul corridoio tirrenico che sul corridoio ionico, con treni di qualità a media e lunga percorrenza.
Si tratta di una partita ancora attivabile nella programmazione regionale (POR Calabria 2007-2013).
Rivendichiamo un segnale di cambiamento in risposta alle reali esigenze della Calabria. E’ tempo di dire basta alle politiche sterili e dispendiose (Ponte sullo Stretto, grandi opere, nuove autostrade, progetti costosi ed a basso impatto sociale). Per la rete ferroviaria ad Alta Velocità, realizzata nel corso dell’ultimo decennio quasi interamente nel Centro-Nord, lo Stato italiano ha speso oltre 100 Miliardi di Euro. Dare oggi rinnovato valore all’Unità d’Italia significa garantire una più equa distribuzione territoriale delle risorse e quindi una maggiore attenzione per il Mezzogiorno. Rivendichiamo il diritto ad avere TRASPORTI EQUO-SOSTENIBILI.