Zeinab Sekaanvand: vittima di un uomo violento e vittima di uno stato ingiusto
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Vittima di questa tragica vicenda è una ragazza curdo - iraniana di soli 22 anni, Zeinab Sekaanvand.
Il suo calvario ha avuto inizio ben cinque anni fa quando, ancora minorenne, è stata accusata dell'omicidio del marito e arrestata in seguito a un lungo processo ricco di irregolarità.
La giovane donna è ora condannata alla pena di morte per impiccagione.
Uno dei tanti casi in cui la donna viene discriminata nei paesi arabi in quanto tale.
Ad aggravare la vicenda si aggiunge il fattore anagrafico. Zeinab, infatti, ai tempi dell'accaduto aveva appena 15 anni. Secondo le linee guida contenute nel codice penale islamico, la pena capitale non è imputabile ai minorenni.
Per queste ragioni, viene applicata una doppia ingiustizia. La ragazza è stata torturata dagli agenti, le è stato impedito di avere un avvocato e non le è stato riferito di poter ricorrere in tribunale con un secondo processo.
Non le è stato riconosciuto alcun diritto.
Oggi rischia di perdere la vita; vittima di un uomo violento e vittima di uno stato ingiusto.
La pena di morte non è la soluzione. Ora più che mai chiediamo che sia revocata questa decisione in nome di un mondo più egualitario e più giusto, che rispetti TUTTI gli esseri umani aldilà di genere, religione, etnia.
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