Giщ le mani dalla Costituzione!
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Dai piщ diversi pulpiti, si susseguono dichiarazioni favorevoli a una grande riforma della Costituzione. Esse contribuiscono a trasformare in senso comune questa discutibile opinione: il Paese и bloccato, spezzato, esige da troppi anni una riforma della Costituzione che lo renda governabile, efficiente e moderno. Non sono daccordo e mi sento in diritto-dovere di dirlo dopo aver dato lanima per far vincere il NO alla sciagurata riforma Bossi-Fini-Berlusconi. Voglio ribadire fino a trasformare in patrimonio condiviso delle persone ragionevoli questi semplici concetti:
- Il 25 giugno 2006 la gran maggioranza dei votanti ha confermato fiducia alla vigente Costituzione, dicendo NO alla devolution, al premierato forte e al resto. Occorre rispettare questa decisione.
- Prima di essere cambiata, la Costituzione italiana merita di essere difesa, rispettata e attuata. per esempio con riguardo allo status dei partiti (art. 49).
- Le prioritа dellItalia sono di ordine morale e politico, non costituzionale.
- Puт essere necessario provvedere a qualche aggiornamento della Carta, ma in punti specifici, con ampio dibattito nella societа e attraverso le procedure ordinarie, previste dallarticolo 138 della Costituzione medesima.
- Viceversa non ci sono le condizioni, nй storiche nй politiche, per metter mano a una grande riforma delle regole attraverso apposite commissioni parlamentari o addirittura assemblee costituenti.
- Il rischio di nuovi inciuci и dietro langolo. Meglio non concedere nuove occasioni ai barattieri.
In fede,
Piero Ricca e tutti i firmatari della presente
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