RICONOSCIMENTO LAUREA IN INGEGNERIA EDILE VECCHIO ORDINAMENTO IN AMBITO EUROPEO
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Questa questione molto delicata riguarda migliaia di ingengeri edili laureatisi col vecchio ordinamento in Italia e che a causa di un fatto di mala-burocrazia, di vizi di forma e mancate comunicazioni commessi negli anni passati, risentono di pesanti ripercussioni sullesercizio della professione di operatore nel settore dellarchitettura allestero, non potendo, come per esempio in Inghilterra, potersi iscrivere allArchitect Registration Board (Ordine degli Architetti) ed avere cosi il proprio ruolo professionale riconosciuto dagli organi ufficiali, sia per una questione di forma che per motivazioni economiche e di carriera allinterno degli studi presso cui si andrа a lavorare.
In via teorica, secondo la direttiva CEE 384/85, capitolo 3 artt. 10 e 11, gli ingegneri edili sarebbero dovuti rientrare come operatori nel settore dellarchitettura anche allestero essendo pienamente riconosciuti dalla normativa vigente in Italia, nella sfera delle professioni che possono esercitare, anche in ambito europeo, nel campo dellarchitettura.
In pratica, per un semplice vizio procedurale dovuto al fatto che lItalia, una cosa come 15 anni orsono (e quindi successivamente alla dirttiva 384/85), manco nel comunicare a Bruxelles lattivazione dei corsi di Laurea in Ingegneria Edile, corsi che avrebbero dovuto combinare la figura di architetto con quella dellingegneri civile, il MIUR non puo rilasciare il necessario certificato di conformita di cui si ha necessariamente bisogno per potersi iscrivere allArchitect Registration Board e avere il proprio titolo riconosciuto in Inghilterra come in tutto il resto dEuropa. Al problema si e ovviato, per le successive generazioni, riformando il corso il vecchio corso di laurea in Ingegneria Edile trasformandolo in Ingegneria Edile Architettura classe 4/s, non cambiandolo nella sostanza, ma semplicemente comunicandone lattivazione a Bruxelles e aggiungengo dei laboratori pomeridiani affinche anche gli ingegneri edili potessero anche occuparsi dei restauri dei beni sottoposti a vincolo. La beffa, oltreche il danno e invece rimasta per tutti quelli che facevano parte del vecchio ordinamento non facendo assolutamente nulla per equipararli, mediante dei corsi o dei laboratori integrativi, alla nuova figura e lasciandoci cosi, da super preparati professionisti, da assidui lavoratori e rappresentanti dellItalia allestero, totalmente abbandonati al nostro destino e riposti nel dimenticatorio dove tutto tace perpetuamente.
Al problema, che e puramente burocratico e che andrebbe risolto a monte a Bruxelles tramite il nostro spettabile Ministero dell'Istruzione, Universitа e Ricerca (MIUR), attualmente non ce via di uscita se non quella di conseguire, ingiustamente e sempre e comunque a nostre una seconda laurea col nuovo ordinamento che nella sostanza, se non per dei laboratori pomeridiani, non differisce nulla da meno a quelli del vecchio ordinamento, ma che da la possibilita di accedere ai privilegi concessi dalla direttiva CEE 384/85, oppure sempre altrettanto ingiustamente fare un paio di esami di stato nel paese dove si lavora, utilizzando una quantita di tempo impressionante, risorse economiche e umane e dove per potervi accedere bisogna inoltre possedere, dopo averli conseguiti, i certificati attestanti una conoscenza avanzata della lingua del paese ospitante: tutto per un semplice vizio di forma a cui non e stato posto rimedio per coloro ricadenti nel periodo finestra.
Vi prego aiutateci, firmate la nostra petizione, diffondete la notizia e aiutateci a cambiare un sistema che molto spesso si dimentica di noi.
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