L'allarme dei pendolari marchigiani
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Mentre la domanda di trasporto è in continuo aumento, le scelte dell'azienda si riducono a tagli e soppressioni di servizi, biglietterie, treni e fermate, chiusura di centri di gestione, come la Direzione Compartimentale Movimento, Cargo, Divisione Passeggeri, abbandono delle stazioni che versano in condizioni pietose.
Le Marche, come altre regioni del medio Adriatico, sono fuori dalla allocazione degli investimenti del Gruppo; la prospettiva è quella di divenire un territorio di passaggio senza alcun servizio; la peggiore delle ipotesi, è che la stessa direttrice adriatica possa essere definitivamente emarginata con l'avvio dell'AV Bari - Napoli.
Il trasporto locale-regionale è garantito da un contratto dì servizio che la regione Marche stipula con la Direzione Trasporto Regionale di Trenitalia Spa; il servizio, oneroso per i contribuenti marchigiani, dovrebbe contribuire a determinare un sistema di TPL efficiente e sostenibile, obiettivo, appunto, della nuovo Piano regionale.
Il trasporto a media e lunga percorrenza è oggetto di contratto tra Governo e Gruppo FS, a cui anche i cittadini marchigiani contribuiscono e, invece di annullarsi, dovrebbe integrarsi con il TPL, perseguendo gli stessi obiettivi di efficienza.
Con i tagli e le dismissioni, le FF.SS ledono il diritto alla mobilità dei cittadini, squalificano il servizio per i pendolari lavoratori-studenti, riducono loccupazione e la qualità del lavoro, vanificano gli sforzi della comunità per migliorare lattrattività della regione.
Questo atteggiamento non è più tollerabile!
Il sindacato, le Associazioni e i cittadini delle Marche chiedono al Gruppo FF.SS. il ripristino delle fermate antecedenti al 13 dicembre u.s. e l'apertura immediata di un tavolo di trattativa tra Regione, FF.SS. e Governo per ridefinire la presenza e le strategie complessive del Gruppo in coerenza con le esigenze di sviluppo della nostra regione.
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