Difendi la giustizia in Italia
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Lunedì prossimo la sua vicenda sarà discussa dal Consiglio della Magistratura. Ma il pm di Catanzaro Luigi De Magistris ha detto di non essere l'autore di "un grande fratello giudiziario". Perchè non è stato lui a richiedere migliaia di tabulati di cittadini. "Ho sempre lavorato con assoluta correttezza", ha dichiarato. "Nonostante la richiesta di trasferimento cautelativo avanzata dal ministero della Giustizia". Al centro una serie di presunti illeciti.
Secondo il quotidiano "La Stampa" il magistrato avrebbe acquisito "migliaia di tabulati telefonici di cittadini le cui utenze telefoniche... erano emerse tra i contatti di diversi suoi indagati".
Il giornale indica numerosi nomi di politici e figure istituzionali, tra cui la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Franco Marini, il presidente del Consiglio Romano Prodi, il capo dell'opposizione Silvio Berlusconi, il ministro della Giustizia Clemente Mastella e quello dell'Interno Giuliano Amato, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. In pratica i vertici dello Stato.
In una lettera diffusa ai media, De Magistris risponde però che "la sequela della gran parte dei nomi di politici ed esponenti delle istituzioni citati nell'articolo, con riferimento ai quali non posso specificare i nominativi se non violando il segreto delle indagini preliminari, non forma oggetto alcuno, né diretto, né indiretto, delle indagini preliminari del mio Ufficio".
Secondo il magistrato la ricostruzione del giornale è "inesatta" e lo descrive "quasi come l'autore della realizzazione di un 'grande fratello giudiziario'".
"Continuerò, sino all'8 di ottobre, a subire in silenzio accuse e ricostruzioni di fatti non corrispondenti al vero che non mineranno, in alcun modo, però, la mia serenità, nonché determinazione nel portare a compimento le delicate indagini di cui mi sto occupando", dice De Magistris nella lettera, aggiungendo di aver "sempre lavorato con assoluta correttezza e nel costante rispetto della legge nell'accertare illeciti commessi, semmai, da altri".
De Magistris è titolare di un'inchiesta, denominata "Why Not", su un presunto "comitato d'affari" che avrebbe distratto fondi pubblici, che vede come principale indagato l'imprenditore cattolico Antonio Saladino. Nell'ambito di tale indagine risulterebbe indagato per abuso d'ufficio, secondo quanto riferito nei mesi scorsi dai media, anche il premier Romano Prodi. Lo staff Prodi ha ribadito in più occasioni la totale estraneità del premier all'ipotesi d'accusa.
Firmare questa petizione significa difendere la giustizia e con essa il futuro di noi cittadini, poichè se non ha acquisito il Pm De Magistris quei tabulati che li ha richiesti e a che obiettivo. Forse per il successore del Pm, visto che il Csm deve decidere il suo trasferimento.
Per questo firmare significa difendere il futuro della giustizia in Italia.
Donatella Papi, direttore di Comincia l'Italia.net
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